Lusi e Brentan: la vergogna non basta
Commentare brutte notizie è sempre scomodo ma occorre farlo. Brutte notizie: il furto di 13 milioni di euro da parte del sen. Lusi, senatore del PD e l’arresto di Lino Brentan, ex amministratore delegato della Autostrada Padova Venezia, con l’accusa di corruzione, pure lui esponente del PD.
Per il sen. Lusi. A parte la sorpresa e l’amarezza per chi come me è stato fianco a fianco nel lavoro in Senato nella commissione bilancio e mai ha avuto modo di sospettare alcunché, anzi nel lavoro sugli emendamenti sempre molto rigoroso nel difendere gli interessi generali.
Il fatto è di una gravità assoluta. I soldi del finanziamento pubblico sono soldi pubblici e vanno amministrati con lo stesso rigore. Un furto alla collettività ed un furto anche ai tanti militanti dei partito, e della margherita in particolare che negli anni di esistenza del partito lo hanno creato dal nulla, lo hanno sostenuto sul territorio in modo del tutto gratuito a prezzo di grandi sacrifici personali. Immediata è stata la reazione del gruppo del Senato che ha deliberato l’espulsione di Lusi e spero che altrettanto faccia il partito, anche se lì sono procedure statutarie un po’ più lunghe. Oltretutto c’è un riconoscimento di responsabilità da parte di Lusi e dunque non ci sono margini di incertezza.
La vicenda Brentan fa emergere ancora una volta questo confine opaco tra politica e pubblici appalti. Purtroppo sembra che mani pulite non sia servita a nulla e si sia rigenerato un rapporto perverso a danno della legalità, della economicità delle opere, dell’etica pubblica.
Però chi ha responsabilità pubbliche non si può limitare a deplorare, a condannare, a stupirsi. Occorre agire per impedire il ripetersi di questi fatti, guardando oltre le responsabilità pure gravissime dei singoli. Anche perchè è inevitabile con il ripetersi di fatti così gravi che si dica “siete tutti eguali”.
Io sono per il mantenimento del finanziamento pubblico dei partiti. Garanzia essenziale della libertà ed indipendenza dei partiti medesimi, associazioni di cittadini secondo quanto previsto dalla Costituzione. Non sono come i Radicali che parlano contro il finanziamento pubblico dei partiti, ma ne hanno sempre usufruito, trattando a destra e a manca (con il PD quando sono con il PD, con Forza Italia quando erano con Forza Italia) e poi ottengono anche una buona aggiunta con il finanziamento aggiuntivo a Radio Radicale. Ma occorre che il finanziamento pubblico sia soggetto a maggiori vincoli di trasparenza, destinazione, informazione. Le norme esistenti non sono evidentemente sufficienti. Occorre che il finanziamento pubblico sia poi consentito solo in presenza di partiti con statuti democratici, che prevedano la partecipazione attiva dei cittadini, la contendibilità delle cariche, la parità uomo donna. Occorre rendere obbligatoria la certificazione esterna dei bilancio come già fa volontariamente il PD. La stessa cosa va fatta, e l’ho proposto al Senato, per i finanziamenti ai gruppi parlamentari. Anch’esso soldi pubblici, che attualmente non hanno alcun obbligo di rendiconto: anche qui invece servono bilanci certificati e pubblici. I partiti ed i gruppi naturalmente con piena autonomia di spesa ma con piena pubblicità: devono rendere conto all’opinione pubblica.
Occorrono nuove norme anticorruzione. Il Pd da tempo sta insistendo e mi auguro che il Governo, ora diverso da quello di prima, provveda. Anche qui procedure più trasparenti. Ci sono modalità di aggiudicazione dei lavori che possono rendere più difficile le intese tra le aziende e con la stazione appaltante, senza compromettere rapidità delle decisioni. Non si tratta, come vedo sulla rete alcuni pensano, di non fare le opere perchè sono occasione di corruzione. Quelle che servono vanno fatte, e noi abbiamo una drammatica sottodotazione infrastrutturale. Il problema e farla bene, nel rispetto del territorio, in economicità e senza corruttele.
E spetta al PD in particolare una azione forte e coraggiosa a favore di una ritrovata etica pubblica. Le vicende delle indagini fiscali mostrano purtroppo una immagine devastata del paese. Troppi, se possono, sono dediti a truffe grandi e piccole, senza neppure avere la convinzione di commettere un reato o di appropriarsi di soldi che sono di tutti: dall’invalido che non è invalido, dai contributi intascati senza averne diritto, a doppi lavori non consentiti, ecc. Vi è un campionario di malefatte piccole o grandi che offendono i cittadini onesti. Così non va.
Tags: Corruzione, costi della politica





















6 febbraio 2012
cercate di non rincorrere sempre i fatti , anche quelli negativi, ma quando lo fate dovete andare a fondo guardando a tutte le responsabilità senza limitarvi a quello che potrebbe essere il capro espiatorio.
mi aspetto che il partito si liberi di tutti quelli che a vario titolo hanno appoggiato lusi e i suoi metodi anche se ciò dovesse portare ad uno sconquasso nella direzione del partito.
dovete comunicare che anche se non siamo diversi geneticamente dagli altri, operiamo con metodi democratici e trasparenti.
diversamente non vedo ragioni per rinnovarvi il mio voto e questa volta , per la prima volta, non lo darò a nessuno.
6 febbraio 2012
Sono d’accordo.Le responsabilità di Lusi sono chiare, ma occorre andare oltre: Lusi ha potuto fare quello che ha fatto per una colpevole carenza di controllo e trasparenza e per l’errore politico di aver voluto tenere separate le gestioni dei due partiti fondatori. Invano contrastato da Veltroni ed altri (tra cui io, allora segretario regionale del PD)
6 febbraio 2012
Il fenomeno stigmatizzato nell’articolo non stupisce nessuno, ormai è un lungo periodo che le situazioni politiche sono gestite nell’ottica di promuovere gli interessi personali/di gruppo.
Infatti anche il nostro Primo Ministro ha denunciato il concetto di “morbidezza dei governi” nei confronti delle scelte di autentica sobrietà ed interesse comune; tradotto in linguaggio corrente: signori la nostra classe politica ha preferito scegliere la possibilità di essere rieletti invece di pensare al futuro delle generazioni ed ora paghiamo tasse molto pesanti.
Esempio tipico abolizione dell’ICI mentre gli Enti locali hanno debiti che mettono in ginocchio diversi imprenditori e conseguentemente i loro dipendenti (mi scuso di aver citato Berlusconi, stò scrivendo di getto ed ora non mi vengono in mente azioni compiute con la stessa ottica).
In certi ambienti tutto è lecito, purchè a favore della propria promozione, appropriarsi di soldi pubblici ed offrire una fideiussione parziale, se si fosse scoperti e del tutto normale, sono curioso di conoscere chi sono i percettori degli altri 8 ML e quante altre fideiussioni dobbiamo ricevere.
7 febbraio 2012
Caro Alfio, bisogna anche dire che c’è una responsabilità anche del corpo elettorale che negli ultimi anni ha spesso premiato chi lo illudeva piuttosto che premiare chi era lungimirante