Oportet ut scandala eveniant

Pubblicato il 25 luglio 2017, da Questo mese ho letto

La polemica sull’uso di una sala comunale per una conferenza stampa da parte del Centro Pedro dal punto di vista della forma non ha alcun fondamento. La sala è stata richiesta da un consigliere comunale che ha diritto ad usarla secondo il regolamento. Naturalmente può invitare chi ritiene opportuno per lo svolgimento della propria attività, e ci mancherebbe altro che il Sindaco potesse esercitare una censura sulla libera attività dei consiglieri.

Bisognerebbe però che questo diritto non divenisse un arbitrio che crea disparità tra i cittadini, tra chi ha il santo in paradiso (amici nei gruppi consigliari) e può utilizzare le sale comunale e chi non ce l’ha e le sale comunali semmai deve pagarsele (quelle a disposizione). Bisognerebbe anche che ci fosse un rapporto di lealtà da parte dei consiglieri: se chiedono la sala si assumono pienamente la responsabilità politica dell’uso ed hanno il dovere di essere presenti. Qui forse si potrebbe migliorare il regolamento sull’uso.

Il problema politico invece esiste tutto. Politico e culturale. Perché una parte del gruppo consigliare di Coalizione Civica ha giustificato che si vada alle manifestazioni con attrezzature atte ad offendere e a difendersi programmando scontri di piazza; dà una versione dei fatti non veritiera ed offensiva per le forze dell’ordine, si arroga il diritto di decidere unilateralmente quale siano le manifestazioni da accettare e quali su cui accettare che venga usata la violenza.

E siccome Padova è una città che ha dato molto e drammaticamente con lutti e ferite causate dalla violenza politica questo non può essere accettato. Ci sono le leggi che definiscono cosa può essere fatto e non fatto sul piano dell’apologia del fascismo (ed il PD vorrebbe rafforzare queste leggi), se si pensa che queste leggi siano state violate si può fare denuncia alla magistratura, non certo impedire con la forza ciò che le legittime autorità hanno autorizzato.

La ferma posizione presa da Giordani e da Lorenzoni sul punto non danno spazio a polemiche ed è interessante anche il dibattito che si aperto nelle liste a suo tempo sostenitrici di Lorenzoni. Io penso che si possa e si debba andare oltre al passato e che in tutti ci sia una evoluzione. Per tutti però. In questo caso emerge che una parte di Coalizione Civica resta ancorata ad una visione del passato e non vuole fare i conti con la storia. Riconoscere gli errori che sono stati compiuti su una frontiera spesso equivoca su legittime espressioni di sinistra radicale e uso condiviso ed accettato della violenza come strumento di lotta politica.

Il grande successo avuto dalle liste legate a Lorenzoni ha oscurato la riflessione politica: dentro Coalizione Civica hanno convissuto esperimenti importanti di costruzione di partecipazione civica ma anche vecchi movimenti politici legati ad esperienza negative, che hanno diviso la città, creato fratture importanti, contiguità con fasce violente.

Contraddizioni che è bene che emergano, non per i ridicoli processi di un ex sindaco che con il centro Pedro ha flirtato e anche trattato, ma perché questi sono temi importanti sulla natura della democrazia cittadina. Oportet ut scandala eveniant, perché sono importanti i patti programmatici sull’azione amministrativa (a proposito della quale va ricordato che Daniela Ruffini ha fatto in passato l’assessore certamente meglio di molti assessori della giunta Bitonci, attenendosi ai programmi concordati,) ma anche il sistema di valori e di concezione della democrazia che animano questa bella esperienza di governo.

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