Fatti e opinioni

Pubblicato il 4 ottobre 2017, da Politica Italiana

L’altra sera ero a cena con un amico che dopo molte delusioni politiche ha riposta una disperata speranza nel M5S. Era contento per le decisioni della magistratura a Roma e indispettito perché non tutti i media avevano valorizzato quella decisione che secondo lui dimostrava che c’era stata una persecuzione mediatica per la Raggi. Ci ritorno perciò su, anche se ci sarebbero cose più importanti di cui occuparsi.

Essendo il mio interlocutore persona assolutamente in buona fede ho cercato di spiegargli che per la verità se fossi al posto della Raggi non sarei proprio contento. Infatti ha ottenuto una assoluzione per l’accusa di abuso d’ufficio certamente positiva per la sua posizione di fronte alla giustizia ma di cui dovrebbe politicamente un po’ arrossire. Infatti la motivazione (un po’ singolare) per il non rinvio a giudizio su quel punto è stata che il reato c’era ma non c’era consapevolezza da parte del Sindaco che lo stava commettendo, perché anche i suoi predecessori avevano usato la stessa procedura. Diciamo una interpretazione benevola, ma è lecito domandarsi dal punto di vista politico se una possa essere soddisfatta nel sentirsi dire che ha usato gli stessi metodi illeciti dei suoi predecessori, che anche per questo sono stati cacciati. Ricordo male o Raggi è stata votata con la promessa di cambiare tutto?

Poi dovrà affrontare un processo per falso in atto pubblico. Non sono proprio bruscolini, anche perché in questo caso l’accusa è di aver personalmente mentito ai magistrati. Non si tratta di una delibera scritta da un funzionario e approvata dal Sindaco, ma di proprie dichiarazioni: avrebbe consapevolmente mentito nelle sue dichiarazioni rese alla procura.

Che ci sia una distanza tra la verità dei fatti e la loro disinvolta interpretazione lo conferma anche la vicenda sostanzialmente più grave del bilancio di Roma. In cui l’organo tecnico di controllo scrive nero su bianco nel proprio referto che è da negarsi che «le risultanze esposte nel bilancio rappresentino in modo veritiero e corretto la reale consistenza economica, patrimoniale e finanziaria di Roma Capitale”. In modo veritiero e corretto, parole che dovrebbero stare a cuore a M5S. Che se la cavano semplicemente accusando l’organo tecnico di fare politica. Lo stesso organo tecnico che quando faceva le pulci ai bilanci di Ignazio Marino era difeso ed utilizzato per argomentare l’opposizione a Marino ora diventa un organo da dileggiare, a cui togliere autorevolezza. E si approva politicamente un bilancio che i tecnici asseriscono di essere sostanzialmente falso.

Si risponde non con argomenti, con la dimostrazione degli errori tecnici che avrebbero eventualmente commesso i revisori, ma con la scomunica fideistica: Grillo è con noi. Che sarà anche valida per gli elettori creduloni dei 5 stelle, ma non per chi vuole guardare in faccia alla realtà. Anche perché occorre ricordare che il bilancio di Roma capitale riguarda non solo tutti i cittadini romani, anche quelli che non hanno votato la Raggi, e che hanno diritto a spiegazioni non a atti di fede.

Il bilancio riguarda tutti i cittadini italiani, visto che ognuno di noi contribuisce a risanare l’enorme debito di quel Comune attraverso un provvedimento straordinario inaugurato dalla coppia Berlusconi/Alemanno che attribuisce al comune 500 milioni di euro all’anno oltre quelli dovuti.

Naturalmente i giudizi politici si possono dare subito, quelli legati a decisioni della magistratura richiedono di aspettare le sentenze, se possibile quelle definitive. Perché nell’incrocio tra iniziative della magistratura e conseguenze politiche succedono con frequenza cose che tolgono credibilità a certe iniziative giudiziarie. Dopo l’assoluzione di Mastella e consorte arriva quella di Penati, ex sindaco di Sesto San Giovanni, cui è stata stroncata la carriera politica per accuse rivelatesi infondate.

Sempre cautela in questo campo. Cautela inesistente per M5S nei confronti dei propri avversari politici, cioè tutti gli altri. Come ha scritto l’ex Pizzarotti, riconfermato sindaco a Parma nonostante la sconfessione dei vertici, “Che nel Movimento le regole si adattano per gli amici e si applicano per i nemici è evidente da sempre. Non mi sorprende che si cerchino i cavilli per far restare in sella Virginia Raggi, che emerga la possibilità che venga mantenuta alla guida del Campidoglio anche se intervenisse una condanna. Tutto ormai si basa sulle opinioni, non sui fatti”. E’ questa la ricetta buona per il futuro?

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1 commento

  1. Walter
    5 ottobre 2017

    Analisi chiara e coerente; come sempre è il tuo ragionare!


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