Pensando alla Catalogna non andrò a votare

Pubblicato il 2 ottobre 2017, da Nel Mondo,Veneto e Nordest

Dopo la Catalogna il Veneto? In Spagna c’è un dramma, in un paese che ha nella memoria una feroce guerra civile ed una sanguinaria dittatura da cui è faticosamente uscita da meno di quarant’anni, oltre ad un sanguinoso conflitto nel Paesi Baschi. Politici irresponsabili hanno acceso un conflitto da cui poi è difficile uscire.

In Veneto siamo forse, spero, alla commedia dell’arte, tra Arlecchino e Pantalone. in cui invece di affrontare i problemi strutturali di una grande regione europea, motore produttivo del paese, ci si culla in illusorie e furbesche scorciatoie per nascondere l’incapacità di gestire in modo efficiente l’autonomia che c’è e chiedere quella in più che è prevista dalla Costituzione con un progetto chiaro e solido.

Andando verso il 22 ottobre si dovrebbe riflettere su due elementi che possiamo avere presenti.

Il primo è un bello studio realizzato dal prof. Luciano Greco per conto del PD veneto, il quale studio colpisce al cuore uno degli argomenti che sono centrali nella propaganda di Zaia e della Lega: Roma ci frega i soldi e con il referendum diventeremo come le Regioni a statuto speciale. Lo studio di Greco dimostra che certamente il Veneto è tra le regioni donatrici alla solidarietà nazionale, come tutte le altre regioni a più alto sviluppo, ma che altre regioni danno molto più di noi. Infatti esaminando i dati relativi al cosiddetto residuo fiscale (differenza tra entrate e spese totali ,incluse le spese per interessi sul debito, delle amministrazioni pubbliche) vediamo che il cittadino veneto contribuisce per circa 700 euro pro capite, ma molto di più fa l’Emilia Romagna con 1.700 euro, per non dire della Lombardia che pro capite vale oltre 3.800 euro, più di cinque volte quello che tocca a noi cittadini veneti e incredibile a dirsi i laziali hanno un residuo pro capite di 2200 euro. Roma ladrona versa alla solidarietà nazionale più del Veneto…

Diciamo che questi dati, con la loro solidità, fanno giustizia di una narrazione largamente condivisa che è poi alla base del voto al referendum. Teniamoci i soldi perché ce li rubano. È interessante poi leggere il dato della spesa previdenziale. In questo caso il Veneto è oltremodo previlegiato: infatti incassiamo 6 miliardi di euro di più di quello che versiamo.

I dati poi andrebbero letti tenendo conto del resto, ad esempio i 25 miliardi di euro che lo Stato ha messo per salvare la banca venete, disastrate dal malgoverno di amministratori veneti, con danno enorme di cittadini ed imprese del Veneto e non solo. Diciamo che da questo bello studio del PD emerge un rotondo no critico alla narrazione zaiana.

di Elio Armano

Il secondo elemento è il tono della propaganda di Zaia. Oltre alle palesi bugie (ma le bugie confortevoli sono sempre bene accette, perché ci si accorge dopo che sono bugie) sul fatto che avremmo più soldi (i soldi ci sarebbero per gestire nuovi funzioni al posto dello Stato, non per metterli in tasca ai cittadini) o che diventeremmo come il Trentino Alto Adige, vi è il riferimento esplicito alla Catalogna. Si mandano gli osservatori leghisti, si fa il martirologio della libertà (Noi come la Catalogna, andremo fino in fondo, mi farei anche arrestare, ecc.).

Ora spero che sia chiaro che in Catalogna non si chiede maggiore autonomia. Si chiede la secessione dalla Spagna, una nuova entità nazionale, Lo si fa con un referendum illegale, contro la Costituzione. Dividendo drammaticamente il paese e la stessa popolazione della Catalogna. Come per la Brexit si agita demagogicamente un tema di cui si diventa prigionieri.

Questi sono i concetti che saranno propagandati con il preannunciato libercolo stampato in milioni di copie da distribuirsi a spese loro a tutti i cittadini veneti.

Continuo a non capire cosa c’entri il mio partito, il PD, in tutto questo. Come pensi di riuscire a differenziarsi di fronte alla potenza di fuoco, alimentata da denaro pubblico, della propaganda leghista. Il Sì critico è troppo flebile per essere percepibile. Tra l’altro avendo per le mani questo studio importante del prof. Greco mi domando perché non venga diffuso. Non lo trovo neppure sul sito del PD regionale.

Né mi convince l’argomento che anche noi siamo federalisti (e la nostra è una cultura federalista seria) e che bisogna tener conto che questa suggestione è gradita a molti veneti. È vero, ma il nostro compito sarebbe svelare l’imbroglio e la falsità. Altrimenti dovrebbero essere fermamente contro lo jus soli o a favore della castrazione chimica dei violentatori. Credo che se si facesse un referendum sul tema possiamo immaginare quale sarebbe l’esito.

Alla fine sulla scheda troviamo un Sì o un NO. La casella del Sì critico non c’è, ma ci è data la possibilità di non andare a votare come libera scelta dei cittadini che rifiutano l’imbroglio propagandistico. Se vincerà il Sì con il numero legale il Sì è quello di Zaia. Per questo userò la libertà che mi è stata data di non andare a votare. Perché anche in questo modo si esercita un diritto democratico.

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10 commenti

  1. Anna Bettella
    2 ottobre 2017

    Fin dall’inizio di questa indegna farsa ho deciso consapevolmente di non andare a votare.
    Consultazione inutile e sprecona finalizzata solo per solidare consenso partitico e personale.


  2. enzo de biasi
    2 ottobre 2017

    Caro Paolo sono contento che, oggi 2 ottobre 2017 , ti associ a chi come noi da agosto abbiamo battezzato il referendum di tarda ottobrata quale esso è “farlocco” oppure, per essere più semplici, il quesito è della serie “Vuoi bene alla mamma ?” dove mamma sta per terra veneta. Chissà se i Veneti per aiutare sul serio la loro Regione ed il Presidente che pro-tempore la rappresenta capiranno che , come in tutti i referendum con quorum legale per la validità del voto , l’unica opzione in campo per dare un segnale a questa classe politica cialtrona ed inconcludente è quella di NON ANDARE A VOTARE. Del Pd regionale non scrivo perché è come sparare alla crocerossa


  3. MARIO FERRARI
    2 ottobre 2017

    sono pienamente daccordo e farò propaganda in tal senso per il referendum lombardo


  4. Mario
    3 ottobre 2017

    All’inizio di questo dibattito ero disponibile andare votore, non avevo deciso per cosa, se per il SI o il NO ma andare fare il mio dovere come sempre. La propaganda per questo Referendum di mister “Gel” come lo chiama un mio carissimo amico il Presidente Zaia, troppo faziosa, ricredendomi e invitando anche altri a non partecipare a questa farsa ingannevole per i cittadini a non andare a votare il 22 Ottobre. Penso, 15 milioni che si spendono inutilmente per il Referendum, si dovevano impegnarli in altre necessità, sanità, sociale, viabilità o altro più utile.


  5. Renzo
    3 ottobre 2017

    Caro Paolo, condivido le tue osservazioni; grazie per la chiarezza. Purtroppo la demagogia prevale ed è presente in forte abbondanza. Idee, molto confuse. utili solo per fare propaganda. Solo tante parole. Renzo Pittarello


  6. Giuseppe Vanzella
    3 ottobre 2017

    Il referendum catalano illegale? Ma quando mai un referendum per la seccessione può essere costituzionalmente legale in un regno? La secessione per una popolazione storicamente aspirante all’autonomia è un diritto. E dopo qualla catalana toccherà ai baschi. Punto


  7. cscanta
    3 ottobre 2017

    Cosa centra la Catalana con il referendun del Veneto???? Una semplice strumentazione per gli “analfabeti funzionali”.

    Disse Umberto Eco:
    “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”


  8. Lucio De Bortoli
    3 ottobre 2017

    Sono totalmente d’accorod. Più ci penso e più mi meraviglio di come ci siamo ridotti. Questo appuntamento è il simbolo perfetto di una totale mancanza di visione degna di ciò che dovrebbe essere la politica ormai ridotta ad un repertorio di cattive abitudini per piccolissimo cervelli sospesi nel brodo di un tornaconto contabile.


  9. Andrea
    4 ottobre 2017

    PAOLO BUON POMERIGGIO, PIL PRO-CAPITE 2015, EMILIA ROMAGNA BATTE VENETO 33.600 euro contro 30.800 euro.


  10. […] ritorno sui motivi per cui non andrò a votare. Li ho già espressi qui http://www.paologiaretta.it/2017/10/pensando-alla-catalogna-non-andro-a-votare/. Semmai mi hanno colpito le osservazioni di qualche dirigente e militante del PD: bisogna andare a […]


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