versione inglese
DAI  PIRENEI  A  SANTIAGO  DE  COMPOSTELA
di Paolo Giaretta

L'itinerario proposto segue il tratto spagnolo del "Camino de Santiago" dal passo di Ibaneta (Roncisvalle) al confine tra la Francia e la Spagna fino a Santiago di Compostela in Galizia.
Sono 850 chilometri che attraversano tutta la parte settentrionale della Spagna, dai Pirenei fino alla regione atlantica e sono previste otto tappe.
 
pallino.gif Il "Camino de Santiago"
pallino.gif I motivi di interesse
pallino.gif Le caratteristiche del percorso
pallino.gif Consigli per l'organizzazione
pallino.gif La Compostela
pallino.gif Il viaggio: otto tappe
pallino.gif Un saluto
     

IL "CAMINO DE SANTIAGO"
L'itinerario ripercorre un antichissimo percorso di pellegrinaggio legato alla tradizione cattolica del culto dell'apostolo Giacomo (Santiago), evangelizzatore della Spagna e la cui tomba sarebbe stata scoperta da un eremita attorno all'813 d. c. in un luogo indicato da una pioggia di stelle (Campus stellae). La devozione a San Giacomo acquisisce un grande rilievo durante la liberazione della Spagna dalla dominazione mussulmana e fin dalla seconda metà dell'800 d. c. si sviluppa la tradizione del pellegrinaggio alla tomba dell'apostolo, accanto ai pellegrinaggi a Roma e a Gerusalemme, luoghi santi della cristianità, con itinerari che partivano dai vari paesi europei e si congiungevano dopo aver passato i Pirenei a Puente de la Reina. Durante tutto il medioevo la tradizione si rafforza con la costruzione lungo il percorso di chiese ed ospizi per i pellegrini e la pubblicazione di vere e proprie guide (Codex Callistinus XII sec.). La tradizione è sopravvissuta attraverso i secoli e "El camino" è stato definito dalla Unione Europea con il titolo di Primo Itinerario Culturale Europeo. Ancora oggi sono ogni anno circa 10.000 i pellegrini che compiono il percorso, di cui il 35% in bicicletta.

I MOTIVI DI INTERESSE
I motivi per compiere il viaggio proposto sono molteplici.
Per i cattolici può esservi una motivazione religiosa, ripercorrendo un itinerario che attraverso i secoli è stato testimonianza di fede per tanti pellegrini. Per tutti vi è l'interesse dato dal paesaggio, che mostra aspetti sempre diversi e poco conosciuti della Spagna, dal paesaggio di tipo alpino dei Pirenei, con grandi boschi di conifere, alla zona dei vigneti, fino alle grandi pianure solitarie e piene di luce della parte centrale, per arrivare alla Galizia, regione verdissima che richiama il paesaggio inglese; infine la costa atlantica, in cui il paesaggio è dominato da estesi boschi di eucalipti. Vi è poi l'interesse culturale: il percorso attraversa grandi città d'arte, come Burgos, Leon e Santiago di Compostela, ma lungo tutto il percorso anche nei piccoli paesi il Camino attraverso i secoli ha lasciato il proprio segno e si incontrano testimonianze artistiche di grande interesse dall'arte romanica. al gotico, al barocco.Infine il Camino è un luogo per incontrare tante persone, con esperienze e storie diverse, stringere nuove conoscenze e amicizie pedalando o camminando insieme, ritrovandosi negli alberghi o nei rifugi dopo una giornata ricca di impressioni.

LE CARATTERISTICHE DEL PERCORSO
Come detto il percorso è molto vario anche dal punto di vista altimetrico; solo nel tratto centrale l'andamento è pianeggiante, per il resto occorre prepararsi ad un continuo saliscendi in cui i tratti di pianura sono molto pochi. anche quando dalla cartografia sembrerebbe di incontrare percorsi pianeggianti. In alcuni casi si può incontrare vento abbastanza forte, quando è a favore va tutto bene!In ogni caso si tratta di salite sempre pedalabili e molto divertenti, anche se a fine giornata si fanno sentire nelle gambe. Più lunga ed impegnativa è la salita al Cebreiro (m 1.337 massima altezza del percorso) e quindi va affrontata con prudenza. anche se non raggiunge mai pendenze proibitive. Le strade sono comunque buone; in alcuni casi sono strade secondarie. con pochissimo traffico, ma anche nel caso di strade con traffico più intenso, anche di camion, esiste sempre una corsia riservata per le biciclette che assicura una buona sicurezza.

CONSIGLI PER L'ORGANIZZAZIONE
Mountain Bike o bicicletta da corsa? Il percorso descritto utilizza strade statali e locali pressoché parallele all'antico cammino del pellegrinaggio; le strade sono sempre ottime ed adatte ad una bicicletta da corsa. Se viaggiate con i bagagli sulla bicicletta la maggior varietà di rapporti generalmente disponibili sulla mountain bike rendere meno faticoso il superamento delle tante salite che anche se brevi si fanno sentire quando si viaggia carichi; inoltre con la mountain bike è possibile percorrere molti tratti del percorso originario, che però è utilizzato dai pellegrini a piedi che possono essere disturbati dai bikers. In ogni caso tutti e due i tipi di bicicletta sono adatti!In ogni caso si tratta di salite sempre pedalabili e molto divertenti, anche se a fine giornata si fanno sentire nelle gambe. Più lunga ed impegnativa è la salita al Cebreiro (m 1.337 massima altezza del percorso) e quindi va affrontata con prudenza. anche se non raggiunge mai pendenze proibitive. Le strade sono comunque buone; in alcuni casi sono strade secondarie. con pochissimo traffico, ma anche nel caso di strade con traffico più intenso, anche di camion, esiste sempre una corsia riservata per le biciclette che assicura una buona sicurezza.

LA COMPOSTELA
Un'altra tradizione del pellegrinaggio è la certificazione del viaggio compiuto rilasciata dalla Cattedrale di Santiago, la cosiddetta "compostela". Per ottenerla occorre farsi rilasciare a Roncisvalle presso l'ospizio dei Pellegrini la "Credencial', una specie di passaporto che va timbrato almeno una volta al giorno (ad esempio nelle località in cui si pernotta) e va presentata al termine del viaggio all'apposito ufficio vicino alla Cattedrale di Santiago. La Credencial può essere rilasciata anche dalle "Confraternite" di Santiago che esistono in molti paesi europei Per l'Italia occorre rivolgersi al Centro Studi Compostellani, via del Verzario 49 Perugia.

 

L E     T A P P E

I TAPPA    Passo Ibaneta - Estella (Km. 102)
Si parte dai 1.057 metri di altezza del Passo di Ibaneta per arrivare ai 421 metri di Estella: nonostante questo dislivello non mancano le salite! Al Passo di Ibaneta è tradizione fare una croce con due pezzetti di legno legati con fili d'erba e collocarla vicino al monumento ad Orlando guardando la direzione di Santiago. Si scende rapidamente a Roncisvalle con la strada N 135 in mezzo ad un folto bosco e si continua in lieve discesa per 8 chilometri, poi la strada prosegue con 1 Km di salita, un altro tratto in discesa, per poi affrontare una buona salita di oltre tre chilometri: si scende fino a Pamplona per risalire al Puerto del Perdon (679 m ) con la strada N 111. Di qui una bella discesa continua per 10 km aperta sul paesaggio ondulato della Navarra ci porta a Puente de La Reina, dove si può ottenere il timbro della giornata presso il collegio dei Padres Reparadores. Con circa 20 Km di saliscendi si arriva infine ad Estella. Rifugio al Colegio Remontival nella parte alta del paese.
Da vedere
Roncisvalle: Iglesia Collegial (XIII sec.); Silo de Carlo Magno (XII sec.) Pamplona: Catedral (XIV - XVI sec.) Puente de La Reina: Puente de los peregrinos (XI sec.) Estella: Iglesia del Santo Sepulcro (XIII sec.); Iglesia de San Pedro de la rua (XIII sec.); Palacio de los Reyes de Navarra (XII sec.)

II TAPPA    Estella - Santo Domingo de la Calzada (Km. 104)
Si prosegue per la strada N 111 affrontando subito una salita di tre Km fino ad Iraque. La strada prosegue con continui saliscendi in un bel paesaggio a vigneto fino a Logrono, dove si attraversa l'Ebro: uscendo dalla città si prende la N 120 in direzione di Burgos (attenzione alla nuova circonvallazione) e si riprende a salire verso Najera fino all'Alto de San Anton. La strada prosegue in discesa fino a Najera e con venti km di saliscendi si arriva a Santo Domingo della Calzada. Il paese prende il nome da un eremita vissuto poco dopo l'anno l.000 che si impegnò nel facilitare il percorso. costruendo un tratto di strada da Najera a Redecilla, con la realizzazione di un ponte ed offrendo assistenza ai pellegrini: è una delle tappe più importanti del Camino. Si può ottenere il timbro presso la ""Casa del Santo" a fianco della Cattedrale, dove è possibile dormire (molto caratteristico, ma attenti ai furti!) Da vedere Logrono: Catedral de Santa Maria la Redonda (XV sec.) Najera: Iglesia de Santa Maria la Real (XII XIII sec. ) Santo Domingo de la Calzada: Catedral (XII sec.)

III TAPPA    Santo Domingo de la Calzada - Burgos (km. 75)
Tappa breve che consente di avere il tempo per una visita a Burgos, grande città d'arte. Si segue sempre la N 120 in leggera ascesa (falsipiani e saliscendi) in mezzo ad estesi campi di grano fino a Villafranca de Oca. Di qui occorre affrontare una salita abbastanza sensibile per più di quattro km fino ai 1.130 metri del Puerto de la Pedraja, in un paesaggio dominato da grandi boschi di pini e querce. Dal passo si continua con una decina di km di saliscendi per affrontare poi la discesa su Burgos ed un ultimo tratto di 10 km di pianura. Burgos è l'antica capitale di Castiglia ed il suo passato è testimoniato dalla ricchezza di opere d'arte e monumenti. Si può timbrare la credencial alla sacrestia della Cattedrale; rifugio al Seminario Mayor, nella zona alta della città.
Da vedere
Burgos: Catedral de Santa Maria (XIII sec.); Arco de Santa Maria (XIV sec.); Cartuja de Miraflores (XV sec.)

IV TAPPA    Burgos - Sahagùn (km 150)
E' la tappa più lunga del nostro viaggio, ma interamente pianeggiante. Siamo ormai arrivati sulla ""meseta", caratterizzata da grandi spazi aperti coltivati a cereali, scarsamente abitata, con un paesaggio veramente affascinante; eventualmente la tappa può essere spezzata in due a Fromista, ma se si incontra vento a favore è una tappa che si può fare senza fatica. Si esce da Burgos sulla N 620 per riprendere dopo pochi km la N 120 in direzione Leon; a VillaSandino, circa 30 km dopo Burgos, si gira a sinistra per la BU 404 in direzione Castrojeriz. E' una strada secondaria molto bella in un paesaggio caratterizzato da campi di grano senza fine e dal volo di uccelli rapaci. Dopo Castrojeriz sempre per strade secondarie, seguendo le indicazioni "Camino de Santiago", attraverso Itero del Castillo e Boadilla del Camino si giunge a Fromista, con la più bella chiesa romanica del Camino. Si prosegue in direzione di Carrion de Los Condes, dove si riprende la N 120 che con altri 41 km in gran parte pianeggianti con qualche saliscendi nella parte finale ci porta finalmente a Sahagùn. Si ottiene il timbro presso il convento di San Benito, dove è possibile dormire.
Da vedere
Castrojeriz: Colegiata de Santa Maria (XIII sec.) Fromista: Iglesia de San Martin (XII sec.) Sahagùn: Iglesia de San Tirso (XII sec.); Iglesia de San Lorenzo (XII sec.)

V TAPPA    Sahagùn - Astorga (km 110)
Si esce da Sahagùn sempre per la N 120; dopo cinque chilometri a Calzada del Coto vi sono due alternative: chi è in bicicletta da corsa deve proseguire per la N 120 per circa 23 km fino ad immettersi sulla N 601 in direzione di Leon e giungere cosi a Mansilla de las Mulas. Chi è in mountain bike o comunque con una bicicletta con i copertoni robusti può prendere un percorso molto più interessante seguendo le indicazioni Real Camino Francès: è una magnifica pista ciclabile in terra battuta, realizzata recentemente in modo esemplare (lungo i 30 km è stato piantato un albero ogni 9 metri) con aree di sosta, panchine, ecc. Il paesaggio è caratterizzato da una pianura sterminata e solitaria, coltivata a cereali ,verdeggianti fino a fine maggio, di uno splendido giallo oro da giugno in poi. A Mansilla de las Mulas si prende la N 601 verso Leon: sono 18 km ondulati, con una modesta salita finale che porta all' Alto Del Portillo, da cui si domina Leon che si raggiunge con una rapida discesa. Leon è una città d' arte che merita una sosta per visitare i principali monumenti, in particolare la Cattedrale, ritenuta la più insigne realizzazione del gotico spagnolo. Si esce da Leon riprendendo la N 120 incontrando dopo 5 km il Santuario de la Virgen del Camino. Con altri 40 km si è ad Astorga, con una strada in parte piana in parte con i consueti saliscendi, particolarmente verso la fine per salire ad Astorga dominata dalla Cattedrale. Si ottiene il timbro al Museo della Cattedrale.
Da vedere
Leon: Catedral (XIII sec.); Real Colegiata de San Isidoro (XI - XII sec.); Hostal de San Marcos (XVI sec.); Virgen del Camino (XX sec.) Astorga: Catedral (XV - XVI sec.); Palacio Episcopal (Gaudi XIX sec.)

VI TAPPA    Astorga - Villafranca del Bierzo - Trabadelo (km. 95)
Si presentano subito due alternative:
la più semplice segue la N VI in direzione Lugo con qualche saliscendi per poi salire in quattro km al Puerto del Manzanal (metri 1225, con un dislivello di circa 350 metri rispetto ad Astorga) in un paesaggio con macchie di ginestra. La strada scende rapidamente verso Ponferrada che si raggiunge dopo trenta km dal passo, in un paesaggio montano aspro, caratterizzato da miniere. Prima di Ponferrada vi è un' altra salita di tre km e poi si ridiscende a Ponferrada (metri 540). Si tratta di una strada molto trafficata, anche se esiste una corsia ciclabile, ed occorre attraversare due gallerie lunghe e poco illuminate.
La seconda strada segue il Camino tradizionale, ma è più impegnativa perché porta ai 1.424 metri della Cruz del Ferro. Si prende ad Astorga una strada secondaria (LE 142) in direzione di Rabanal del Camino. Dopo un tratto iniziale in falsopiano una dura salita di un km porta a Rabanal del Camino. La salita prosegue per 8 km con pendenza notevole fino alla Cruz del Ferro ( E' tradizione dei pellegrini porre una pietra sotto la croce): all'orizzonte già si vedono i monti della Galizia; 4 km di saliscendi ci portano alla discesa verso Ponferrada: fare attenzione, è una discesa molto ripida. con strada stretta e in cattivo stato, in 25 km si è a Ponferrada. Il percorso restante è pianeggiante e con altri 22 km si giunge a Villafranca del Bierzo. Se non si è troppo stanchi consiglio di proseguire per 10 km in una stretta gola ed in lenta salita fino a Trabadelo, dove è possibile fermarsi uno dei due alberghi: un vantaggio per la dura tappa che ci attende.
Si ottiene il timbro al rifugio di fronte al castello di Villafranca.
Da vedere
Ponferrada: Castillo de los Templarios (XIII sec. ) Villafranca del Bierzo: Iglesia de Santiago (XII sec. ); Castillo (XV sec. ); Colegiata de Santa Maria (XVI sec.)

VII TAPPA    Trabadelo - Portomarin (km 104)
E' la tappa che ci porta a superare il punto più alto di tutto il percorso e conduce alla verde Galizia. Dopo Trabadelo la strada sale lentamente per circa 10 km. Quando si incontra la deviazione per Vega (c'è anche un segnale giallo sull' asfalto) conviene seguirla, abbandonando la nuova strada N VI e seguendo il vecchio tracciato; sono 10 km di salita continua in una valle silenziosa e solitaria con boschi di querce e castagni; il panorama si amplia progressivamente e si arriva al Alto de Piedrafita, entrando in Galizia (m 1.099). Al passo si gira subito a sinistra seguendo le indicazioni Cebreiro; altri sette km di salita con due dure rampe ci portano al Cebreiro (1.300 metri), luogo di grande fascino con alcune costruzioni in pietra ( è possibile anche passare la notte nel rifugio) e la chiesa preromanica che contiene un antichissimo calice testimonianza di un miracolo. Si prosegue per 9 km con saliscendi ed un'ultima salita all' Alto del Pojo (l.337 metri). Di fronte a noi si apre ormai la Galizia ed il cielo mutevole dell'Atlantico. Con 16 km di ripida discesa su strada ottima si scende ai 650 metri di Triacastela. Si prosegue per Samos con tre salite brevi che dopo la salita al Cebreiro pesano sulle gambe! Dopo Sarria strada ondulata con altri tre tratti in salita abbastanza duri; in 24 chilometri si arriva a Portomarin, scendendo sul lago e risalendo al paese.
Si ottiene il timbro presso la chiesa; rifugio vicino alle scuole, sulla via principale.
Da vedere
Cebreiro: Iglesia del Milagro (IX sec.) Samos: Abadia (XV sec.) Portomarin: Iglesia de San Nicolas (XII sec.)

VIII TAPPA    Portomarin - Santiago de Compostela (km 107)
Si deve scendere dai 450 metri di Portomarin ai 260 metri di Santiago, ma non aspettiamoci una tappa riposante: le continue ondulazioni fanno faticare parecchio, anche se la nostra meta è ormai vicina. Si inizia subito con una salita di una decina di km fino a Ventas de Naron (metri 702), di qui si può girare a destra, seguendo le indicazioni Camino de Santiago, arrivando a Palas de Rei, sempre con continue salite e discese, oppure girare a sinistra seguendo la nuova strada che scende rapidamente per poi risalire a Palas de Rei. Di qui in 15 km di strada sempre ondulata siamo a Melide. Sono di fronte a noi gli ultimi 55 km del Camino, in un paesaggio molto bello di prati verdi e di boschi di eucalipti e pini. E' un tratto faticoso con lunghi rettilinei in salita inframmezzati da discese. A 10 km da Santiago si affronta la salita di Labacolla, si supera l'aeroporto ed infine l'ultima fatica: la breve salita al Monte do Gozo, il Monte della Gioia degli antichi pellegrini, che dall'altura vedevano finalmente apparire le guglie della Cattedrale di Santiago. Ancora oggi le guglie della Cattedrale si intravedono tra le nuove costruzioni e ci dicono che il nostro viaggio è finito; con rapida discesa si entra nel centro storico per la Puerta del Camino e si giunge alla Plaza de Obradoiro, dove l'imponente facciata della Cattedrale appare come una montagna di pietra. Presso l'Ufficio dei Pellegrini, nella strada a destra della Cattedrale, presentando la credencial si ottiene la Compostela; rifugio presso il Seminario Menor.
Da vedere
Santiago de Compostela: Catedral (XII - XIII - XVIII sec.); Hostal de los Reyes Catolicos (XVI sec.)

 

U N    S A L U T O

Il nostro viaggio è finito, ma il suo ricordo resterà a lungo: paesaggio, storia, cultura e fede costituiscono un impasto che realizza un itinerario unico sulle strade europee; non resta che salutarci con l'antico grido dei pellegrini "Suseya y Ultreya", l'incoraggiamento a proseguire il cammino fino alla meta.