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4 marzo 2010
Cosa nascondono le "distrazioni" sulle liste
I giochi di potere si sono consumati fino all'ultimo, nel totale disprezzo delle regole

C'è un filo rosso che lega le vicende dell'incredibile dilettantismo con cui la PdL ha presentato le liste in Lazio e Lombardia, le equivoche vicende del dimesso senatore Di Girolamo, i comportamenti emersi della "cricca" Balducci & c. nelle ampie zone d'ombra della protezione civile. E' un eguale atteggiamento di disprezzo dei principi di legalità e la presunzione di poter comunque ignorare la legge ed aver ragione lo stesso. Di poter essere al di sopra della legge e di avere diritti che ad altri cittadini non sono concessi. Gli applausi da stadio da una parte consistente dei senatori della PdL che hanno accolto l'intervento in aula del sen. Di Girolamo (peraltro dignitoso) non sono espressione di una pietas umana. Esprimono piuttosto un sentimento di identificazione con chi è costretto a dimettersi (non perché perseguitato da un regime politico ma per l'imputazione di gravissimi reati che emergono con chiarezza dalle intercettazioni), il fastidio per l'affermazione di un principio di legalità, l'offesa per chi si ritiene di dover essere al di fuori della legge perché eletto (meglio nominato) in Parlamento. Le leggi a propria disposizione: qualche settimana fa il centrodestra approvava una sanatoria sulle affissioni abusive dei manifesti, addirittura anticipata, che sanerà gli abusi che si commetteranno durante la campagna elettorale per le regionali...Invito preventivo a commettere reati.
Sulla presentazione delle liste: pressappochismo e arroganza
La perdita del rispetto della funzione democratica dei partiti, ridotti a veicoli delle proprie ambizioni e di giochi di potere senza ideale. Non c'è dubbio che la mancata candidatura in Lombardia di Formigoni sarebbe una perdita per la competizione democratica. Se ci sono sistemi legali per rimediare senza ledere il diritto di alti ben vengano. Ma la colpa di una mancata candidatura non sarebbe dei giudici che applicano la legge, ma della irresponsabilità del ceto politico di centrodestra, Lega e PdL insieme: come è possibile che in una regione di 10 milioni di abitanti i partiti che hanno un larghissimo consenso popolare non siano in grado di raccogliere secondo le prescrizioni di legge 4.000 firme? Perché è venuto meno il senso del dovere, dello studio della legge e della necessità di rispettarla, perché le firme si raccolgono senza la lista, che fino all'ultimo viene cambiata. (continua)


Senato, 10 marzo 2010
Il dovere dell'indignazione democratica
Intervento in aula del Senato sul provvedimento per il legittimo impedimento
 Devo confessare che faccio questo intervento con un sentimento di umiliazione democratica che si traduce in una forte indignazione. Veramente questa è una fiducia inutile, dal punto di vista tecnico ed è la prova di un'arroganza politica senza fondamento, un'offesa alle prerogative del Parlamento. (continua)
Il Mattino di Padova, 5 marzo 2010
Il disprezzo dei principi di legalità della cricca
 C 'è un filo rosso che lega le vicende dell'incredibile dilettantismo con cui la PdL ha presentato le liste in Lazio e Lombardia...(continua)
Senato, 3 marzo 2010
Discussione sulla Nota di Aggiornamento del Programma di Stabilità dell'Italia
intervento in Commissione Bilancio
 Ogni volta che è possibile aprire una discussione politica sui documenti economico finanziari che il Governo è chiamato a presentare alle varie scadenze previste dalle leggi sulla contabilità pubblica emerge con molta chiarezza la distanza tra il discorso pubblico che viene tenuto dal Ministro nelle varie occasioni parlamentari (rare), giornalistiche o convegnistiche e la realtà che viene definita nei documenti ufficiali. (continua)
3 marzo 2010
Seconda lettera aperta al ministro Zaia
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