Intervento in aula del Senato sul provvedimento per il legittimo impedimento

Pubblicato il 10 marzo 2010, da Dossier

(1996) Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza

Intervento in aula del Senato sul provvedimento per il legittimo impedimento – 10 marzo 2010

Il dovere dell’indignazione democratica

Signor Presidente, devo confessare che faccio questo intervento con un sentimento di umiliazione democratica che si traduce in una forte indignazione. Veramente questa è una fiducia inutile, dal punta di vista tecnico ed è la prova di un’arroganza politica senza fondamento, un’offesa alle prerogative del Parlamento.

Ci sono solo due articoli. Certo, ci sono molti emendamenti, proporzionati allag gravità della materia, ma per quale motivo non si poteva, signor Presidente, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, se serve sabato, discutere di questi emendamenti nel merito, giudicarli e approvarli? Non c’era alcun motivo tecnico che impedisse di fare questo lavoro.

Mi consenta, allora, di dire che anche lei, signor Presidente, mi ha deluso perché non ha difeso le prerogative del Parlamento. Certo, non ha alcuno strumento regolamentare per obbligare il Presidente del Consiglio ad essere qui presente come avevamo chiesto., ma Lei ha la capacità persuasiva della seconda carica dello Stato che avrebbe dovuto esercitare. Prima ci ha detto che i Ministri erano presenti: i Ministri sono stati presenti solo quando c’era bisogno di votare e resta qui solo un Ministro.

Nei giorni scorsi sulla stampa della mia regione è apparso un intervento del professor Mario Bertolissi, un insigne costituzionalista, allievo prediletto del professor Paladin, già Ministro e già Presidente della Corte. Diremmo un uomo moderato, una persona che collabora con il vostro Governo, che è stata consulente della Presidenza Galan della Regione Veneto e che è stata proposta dal centro destra come possibile candidato al Comune di Padova. Un uomo che sarebbe alieno da ogni tono eccessivo. Eppure, commentando il decreto sulle liste il professor Bertolissi ha scritto: “Dichiaro il mio disprezzo per chi fa strame delle regole fondamentali della convivenza. (…) Distruggere il senso della legalità mi sembra rappresenti il delitto istituzionale più efferato, perché alimenta la corruzione delle coscienze”.

Perché un uomo moderato come il professor Bertolissi usa toni così forti e dà voce anche a tanti vostri elettori del passato? Perché il troppo è troppo, signor Presidente.

Il tutto si inserisce nella torsione di un’agenda politica, che porta a negare con sovrana indifferenza perfino l’esistenza di una grave crisi economica. Si minimizza, si nega. Il Paese, nei suoi lavoratori, nei suoi imprenditori, nei suoi professionisti, sta soffrendo questa crisi e dal Governo non riceve non dico la soluzione, ma neppure il riconoscimento che sta soffrendo e sta lavorando per portar fuori il Paese dalla crisi.

Il troppo è troppo. Ieri, appunto, le norme sulle liste. L’altro ieri avete consentito che i circuiti criminali e paranazisti manipolassero le elezioni e portassero qui dentro dei parlamentari. Non avete difeso l’onorabilità del Parlamento; avete fatto finta di non vedere e di non sentire. (Applausi dal Gruppo PD).

Ancora una volta la magistratura è dovuta intervenire perché voi non siete stati capaci di difendere l’onorabilità della politica.

Il troppo è troppo. Vi è lo scandalo della Protezione civile, i cui confini, certo, saranno accertati dalla magistratura, ma che svelano comunque pesanti complicità, mancate vigilanze, che hanno consentito che pezzi di poteri pubblici costituissero un’organizzazione criminale. Perché di questo si tratta: un’organizzazione criminale nata nell’ombra delle istituzioni.

E badi, signor Presidente, il Governo non ha ancora pronunciato una parola di scusa nei confronti delle centinaia di migliaia di volontari che hanno fatto grande la Protezione civile e che sono offesi (Applausi dal Gruppo PD) dal lievitare all’interno di quella struttura del malaffare. Le uniche parole che ha usato il Presidente del Consiglio sono state per offendere i magistrati che hanno dimostrato l’esistenza di questo circuito criminale. Solo la determinazione dell’opposizione ha consentito che voi non poteste completare un disegno finalizzato a stendere una rete di protezione assoluta attorno a questo circolo criminale.

Allora il troppo è troppo e il troppo è troppo anche con questo provvedimento. Un altro grande pasticcio! Siete riusciti a far diventare di parte una questione che è una grande questione della democrazia: la possibile esistenza di garanzie particolari per le diverse funzioni, diversi poteri dello Stato che solo la Costituzione può regolamentare come eccezione al principio di uguaglianza di fronte alla legge. Non c’è un legittimo impedimento, non può esserci un legittimo impedimento basato sulla illegalità. Non può esserci nulla di più illegittimo della pretesa di un’immunità individuale al di fuori della Costituzione.

Vede, signor Presidente, nei giorni scorsi ero col senatore Bosone a Pavia per una manifestazione politica. Abbiamo visitato la bella chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia che ospita le spoglie mortali di Severino Boezio, il grande umanista cristiano assassinato dal potere costituito nel V secolo perché voleva difendere la libertà, aveva questa presunzione di difendere la libertà. In una delle sue opere scritte in carcere mentre attendeva la pena di morte lascia questa notazione: “Quei re che vedi assisi in alto trono, di porpora splendenti d’arme cinti paurose. Se togli a quei superbi dei vani pregi il velo vedrai che nel profondo sono avvinti da assai strette catene”. Noi pensiamo che lo splendore della porpora di questo consenso così forte nel Paese, di potere di ricatto e di controllo (le armi paurose) stiano venendo meno ed i cittadini avvertono che le strette catene di una agenda tutta distorta sugli interessi personali di una persona sono inadatte a consentire la guida di questo Paese.

Siamo qui per difendere il valore di quella patria comune del diritto che è la nostra Costituzione e ci auguriamo che le prossime elezioni costituiscano per tutti i cittadini lo strumento per difendere insieme questo valore costituzionale. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Congratulazioni).

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