Olimpiadi a Roma un grave errore

Pubblicato il 19 maggio 2010, da Comunicati stampa

«Il Veneto meritava di rappresentare l’Italia alla candidatura per le Olimpiadi. Lo meritava il patrimonio di medaglie olimpiche vinte da atleti e società venete, la serietà della proposta, il contributo che il territorio veneto da allo sport nazionale, all’economia, alla cultura del paese». Lo afferma Paolo Giaretta, senatore padovano del Partito Democratico.

«I rappresentanti veneti nel Governo, fatta salva l’autonomia del CONI, ovviamente romanocentrico, non hanno saputo far valere in sede nazionale questi ottimi argomenti. Un’occasione persa anche per una proposta innovativa di un modello olimpico che poteva essere vincente – ragiona Giaretta -. Il piagnisteo però non mi interessa. Ora il Governo ha il dovere di risarcire il territorio del Nordest della mancata scelta che si aggiunge a tante penalizzazioni del passato. Ha due occasioni concrete. Primo: un aggiustamento del programma EXPO 2015 di Milano che può essere più strettamente integrato con le opportunità che il settore produttivo, universitario  e turistico del Veneto può dare al pieno successo della manifestazione. In secondo luogo assegnando al Nordest la manifestazione Capitale europea della Cultura 2019, per la quale è già stato fatto un pregevole lavoro istruttorio nell’ambito del Festival Città Impresa».

Secondo il senatore democratico, «una decisione diversa sarebbe di una gravità inaudita e non avrebbe alcun alibi, perché certamente non esiste area urbana italiana con una così elevata diffusione su un’ampia area metropolitana di beni culturali, ambientali, strutture produttive e istituzioni operanti nel campo della cultura».

«Qui la decisione è esclusivamente governativa – conclude Giaretta – i Ministri veneti e le istituzioni del nostro territorio agiscano con efficacia e senza alibi. Un’altra sconfitta sarebbe inaccettabile».

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Dove uomini o partiti non hanno idee o per idee si spacciano affocamenti di piccole passioni, urti di piccolo interessi, barbagli di piccoli vantaggi, dove si baratta per genio l’abilità e per abilità qualcosa di peggio — Giosuè Carducci




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