Manovra: il Governo priva i down dell’assegno di invalidità

Pubblicato il 14 giugno 2010, da Comunicati stampa

«Nella  manovra  il Governo ha inserito una norma oscena, che non può e non deve  comparire in  una legge della Repubblica italiana. Mi riferisco alla misura  che  eleva  dal  74  all’85  per  cento  il  limite  percentuale di invalidità per accedere all’assegno mensile di invalidità civile (AS 2228 – art. 10 comma 1). È una previsione che priverebbe migliaia di veri invalidi, tra  cui i ragazzi affetti da sindrome di Down e le loro famiglie, di un sostegno  essenziale». 

Lo  dichiara  il  senatore democratico Paolo Giaretta, relatore  di  minoranza della manovra, che così continua: «Comincia domani, dalla  commissione  Bilancio del Senato, l’iter parlamentare del provvedimento. Sarebbe  un  gesto  molto  importante  se  il  Governo,  prima  dell’inizio dell’esame di  merito,  sgombrasse   il  campo  dalla  presenza  di questa oscenità,  che  non  può  comparire  in  un testo di legge della Repubblica italiana  proposto da un governo che abbia ancora un minimo di rispetto dei diritti  civili.  Sono  certo  che,  se l’Esecutivo farà un passo indietro, tutto il Parlamento imporrà in ogni caso la cancellazione di una norma tanto incivile».

«Tra  l’altro  –  conclude il parlamentare veneto – è  esiguo il gettito che la misura darebbe nel 2011:  soli  10 milioni di euro che poi, a  regime, diverrebbero  40  milioni. Qui  non  c’entrano nulla i falsi invalidi. Si tratta  di veri invalidi privati di un diritto che, sulla finanza pubblica, ha  un  onere modestissimo. Non possiamo inoltre dimenticare che la manovra già  indebolisce  sensibilmente  le  politiche  sociali.  Prevede infatti tagli alle Regioni per 192 milioni di euro sulle  politiche  sociali  e 400 milioni di euro in meno per le politiche a favore delle persone non autosufficienti».

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Dove uomini o partiti non hanno idee o per idee si spacciano affocamenti di piccole passioni, urti di piccolo interessi, barbagli di piccoli vantaggi, dove si baratta per genio l’abilità e per abilità qualcosa di peggio — Giosuè Carducci




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