Nel PD, comunque il mio partito

Pubblicato il 16 dicembre 2010, da Comunicati stampa

Sul Corriere della Sera di oggi a pag. 2 compare una mia foto con la didascalia “tra gli esponenti PD inquieti vicino all’area Fioroni c’è Paolo Giaretta” nell’ambito di un servizio in cui per inquieti si intenderebbe chi vorrebbe dare origine ad un “gruppo intermedio” per sostenere il Governo Berlusconi.

Chi legge questo sito non ha bisogno di smentite. Conosce il giudizio senza appello del berlusconismo fallito sul piano politico, etico e di azione di Governo. E il lavoro che ho fatto e che continuerò a fare per il PD. Con tutti i suoi difetti mi appare il luogo più adatto ed utile per combattere una buona battaglia per il riformismo italiano.

Però questo piccolo episodio fa riflettere.

Sulla povertà etica e professionale del giornalismo italiano. Non si verifica la notizia. Basta che piaccia, che possa servire al pettegolezzo politico. Bastava una telefonata per accertare l’infondatezza del pettegolezzo. Bastava verificare ciò che ho detto lunedì in aula contro il Governo. Pe runa persona seria scrivere che sta passando nel campo avverso è come dire che sta rubando. Come si permettono a scrivere senza verificare?

Sul fatto che un giornale riporta questa notizia, che sarebbe un ennesimo caso di trasformismo senza sentire il bisogno di dare un giudizio di riprovazione.

Sul fatto che come ho appurato queste notizie sono “soffiate” da dentro il partito. Con quali finalità? Screditare una posizione politica facendo passare “inquietudini” politiche per decisioni di uscita? A chi si da fastidio? Comunque per quel che mi riguarda continuerò a dire quello che penso per quello che a me pare il bene del PD. Come diceva Kennedy in politica il vero coraggio è discutere con gli amici, attaccare gli avversari è troppo facile.

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9 commenti

  1. Piero Ferro
    16 dicembre 2010

    Non avevo alcun dubbio e non ce l’hanno i padovani che La conoscono bene e che sanno quale sia il Suo impegno e la Sua trasparenza. L’ho già scritto in un commento ad un post dell’amica Emilia Laugelli, che riprendeva le “inquietudini” apparse sul Corriere per chiedere a Lei qualche spiegazione.
    In questo modo, però, in rete circola una bufala che dopo i primi passaggi già diventa un nascosto e inconfessabile progetto di sostegno a quel governo, che Lei ha con convinzione combattuto. Siamo in molti ad essere critici col PD, ma siamo tutti convinti (e su questo siamo uniti!) che nulla di buono possiamo aspettarci da questa destra al governo.


  2. Ivan Bernini
    17 dicembre 2010

    Caro Paolo,
    mi permetto di darti del Tu come si fa tra persone che appartengono ad una stessa comunità e che si considerano persone per bene.
    Sul livello di professionalità di parte del giornalismo italiano ho avuto anch’io modo di verificare quanto in basso sia caduto. Si cerca il “gossip” ad ogni costo, la notizia urlata, spesso non verificata.
    Sul livello di responsabilità di parte del gruppo dirigente di partito ci sarebbe altrettanta materia su cui discutere. Non mi piace la cultura del sospetto, non mi piace il perenne “sottobosco” di alcune discussioni, non mi piacciono le scelte plebiscitarie che poi individuano in uno o in pochi le responsabilità quando quelle scelte si dimostrano sbagliate.
    Per queste ragioni, e considerandoti persona seria, ti esprimo la mia personale solidarietà rispetto all’accaduto e, come ho avuto modo di dire anche durante una riunione alla quale eri presente, pur avendo posizioni molto diverse dalle tue rispetto ad alcuni temi, continuo a considerare la discussione tra noi importante, necessaria e propedeutica allo stare insieme. A ognuno di noi decidere se e quando i percorsi si interrompono non che siano altri a imporlo.
    Un caro saluto.
    Ivan Bernini


  3. Sabrina DI Napoli
    17 dicembre 2010

    Caro Onorevole, io appartengo a Italia dei Valori. E sono orgogliosa dell’alleanza con il PD. L’anima che accomuna i riformisti io la vedo e la sento. La costruzione di un polo nasce dalla visione della società. Non solo dalla fede. O da un’ideologia. L’una e l’altra sono limitanti perchè “ad excludendum”, credo che il valore fondamentale che ci unisce sia proprio quello dell’inclusività, come mezzo per garantire la sicurezza della collettività.
    Per questo PD e IDV stanno bene assieme.
    Spero che sulla nostra alleanza il PD non cambi mai idea e che insieme, in questo Veneto, la gente,grazie, ad un lavoro certosino che ci porta nelle piazze si senta viva e parecipe di un cambiamento sul territorio che è realmente avvenuto. IDV e PD ci sono. Noi ci siamo e siamo pronti.


  4. leopoldo Saracini
    17 dicembre 2010

    La decadenza e l’imbarbarimento del costume,…quello giornalistico in particolare, sono un dato incontestabile purtroppo. L’immagine dell’ Italia che ne deriva è proprio misera e si avvicina molto a quella del tempo dei “Promessi Sposi” di manzoniana memoria. Sembra ormai che sia solo importante compiacere il “capo” …di turno e assecondare ( e cavalcare) il consenso di una massa sempre più plagiata e acritica. Non è certo facile fare politica in questo contesto e con questo clima, ma sarebbe troppo comodo e indecente tacere ! …o assecondare la corrente per pura convenienza


  5. Granzotto Daniela
    17 dicembre 2010

    Ho appreso della “presuta” prossima adesione all’UDC di Paolo Giaretta ieri sera prima della direzione PD di Treviso; ho subito espresso la mia sorpresa ed incredulità: le mie radici politiche non sono state quelle di Giaretta, ma ho avuto modo di condividere i Suoi interventi da segretario regionale, di apprezzarne la determinazione ad essere di stimolo continuo verso i giovani, di sentirLo e sentirmi “parte” democratica. E’ la prima volta che accedo a questo sito: ho trovato il comunicato che mi aspettavo. Buon lavoro Paolo.


  6. Paolo
    17 dicembre 2010

    Grazie a tutti per la solidarietà e la stima


  7. Paolo
    24 dicembre 2010

    Ho Avuto modo di conoscerla e di aprezzare i suoi interventi alla scuola veneta di politica di quest’anno, le esprimo tutta la mia solidarieta’ per questo episodio


  8. Lorenzo
    29 dicembre 2010

    Caro Giaretta,

    lei porta una responsabilità gravissima ed è quella della gestione del PD Veneto nelle ultime elezioni in cui ha scelto come capolista un certo Calearo: bastavano due telefonate, nel caso lei non conosca il territorio che rappresenta, per rendersi conto che si trattava di un errore politico mostruoso. Per questo prendo la difesa d’ufficio del giornalista e non mi stupirei di mosse come quelle descritte. Il PD veneto è afasico e in condizioni organizzative penose. Dominato dagli ex-democristiani abbarbicati al potere, dominato dal piccolo cabotaggio, solita nave senza nocchiero …
    L’ho vista anche operare in diretta (ho – me ne vergogno – fatto parte del processo fondativo del PD) ed ho toccato con mano che lei è un uomo d’apparato, del vecchio apparato. Di quelli che spero scompaiano dalla scena politica presto o che trovino la giusta collocazione politica con Berlusconi, finché saranno nel PD io non voterò più PD.

    Lorenzo Vangelista


  9. Paolo
    5 gennaio 2011

    Caro Vangelista,
    le opinioni sono sempre libere, naturalmente. per fortuna (mia) molti la pensano diversamente da Lei. Se permette la mia giusta collocazione politica me la scelgo ed è il PD, però le sue parole dimostrano quello spirito di intolleranza per le opinioni diverse dalle proprie che condanna una certa parte della sinistra italiana ad essere minoritaria. Compreso il fatto che invece di vergognarsi di aver fatto parte del processo fondativo del PD potrebbe interrogarsi se ha fatto tutto il possibile…o si è ritratto alla prima difficoltà


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