Disonorevoli ministri e tecnici incompetenti

Pubblicato il 27 marzo 2013, da In primo piano

Le facce di bronzo non mancano mai. Anche di fronte ad accadimenti drammatici. Il ministro terzi si dimette in diretta televisiva di fronte al Parlamento. Annuncia che si dimette perché “ per 40 anni ho ritenuto e ritengo oggi in maniera ancora più forte che vada salvaguardata l’onorabilità del Paese, delle forze armate e della diplomazia italiana. Mi dimetto perché solidale con i nostri due marò e con le loro famiglie”. A parte che un Ministro (e un Ministro degli Esteri!) che si dimette senza avere la dignità di informare prima il Presidente del Consiglio dimostra di per sé stesso di non essere un uomo di Stato. Ma il fatto è che l’onorabilità del Paese è stata messa a rischio dalla assoluta incompetenza che ha dimostrato il Ministro. Sul campo che gli è proprio, quello della tecnica diplomatica. Come ha scritto su Affari internazionali uno dei maggiori esperti di politica estera, Stefano Silvestri, “È avvenuto che una pecora decidesse di ruggire, ma riuscisse solo a belare, e divenisse oggetto di scherno”. E questo è il capolavoro dell’ex ministro terzi che dapprima ha sottovalutato la vicenda, poi non ha saputo costruire i giusti percorsi e le necessarie solidarietà internazionali e infine si è affidato alla politica del voltafaccia che è sempre la peggiore soluzione se sei solo e se sei di fronte ad una grande potenza, con diffusi interessi geostrategici. La solidarietà nei confronti dei due marò ( i “nostri ragazzi” secondo l’insopportabile retorica di una destra che li ha mandati allo sbaraglio) si sarebbe dovuta esercitare con competenza, riserbo, accortezza.

Invece l’ex ministro ha cercato di farne un trampolino di lancio per le proprie fortune politiche, proprio sulle spalle dei due militari. Aspirava ad un seggio parlamentare che gli è stato negato, pensava di ruggire ed ha belato rendendo ancora più complessa la situazione, mettendo a repentaglio perfino un ambasciatore oltre alla serenità di giudizio sui due marò e soprattutto la credibilità italiana, che pure avendo una tradizione di politica estera rispettata non ha ricevuto nell’occasione alcuna solidarietà, nonostante avesse molte ragioni da far valere.

Conclusione: la tanta disprezzata “professione” politica, il cui disprezzo è accuratamente coltivato dai grandi media, si dimostra necessaria. Tecnici che diventano incompetenti e si innamorano non della Politica, ma delle proprie personali fortune politiche. E che trattano le istituzioni come i peggiori politicanti: dimissioni per mettere in difficoltà Monti, che l’aveva creato Ministro dal nulla, per compiacere qualche suggeritore esterno. Le dimissioni le avrebbe dovute dare un minuto dopo, anzi  avrebbe dovuto offrirsi per andare in India insieme ai due militari…

E devo dire, e me ne dispiaccio di doverlo dire, che le prime mosse del presidente del Senato Grasso non sono esaltanti. Perché non è adeguato al ruolo di seconda carica dello Stato trascinare il suo ruolo istituzionale nelle platee televisive attorno alle eterne gelosie che sembrano caratterizzare settori della magistratura, causa non ultima (insieme alla idea che inchieste di valore mediatico possano essere il trampolino di lancio di carriere politiche) del discredito della magistratura, che consente a Berlusconi di attaccarla alla ricerca della personale immunità ma trovando un certo credito in una parte dell’opinione pubblica.

P.S. Siamo veramente a posto se poi il nuovo della politica sta nelle parole volgari della capogruppo alla Camera del M5S (sì, quella che riteneva che il fascismo avesse nobili intenzioni e buoni propositi): “nemmeno se viene in ginocchio a chiedere un posto di lavoro” riferendosi a Bersani. Questa di avere le persone davanti a sé in ginocchio deve essere una fissazione di alcuni dirigenti grillini, che dimostrano una sorta di delirio di onnipotenza, prima lo volevano in ginocchio sui ceci. Mi domando se elettori di sinistra che hanno votato M5S scontenti dell’immobilismo del PD incomincino a riflettere. Lo ha fatto Fiorella Mannoia, dichiarando il suo pentimento,  ed è una bella notizia

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