Sigilli e piccolezze

Pubblicato il 27 settembre 2013, da Comunicati stampa

A cosa è ridotta la politica anche a livello locale se politici senza arte nè parte sentono il bisogno di contestare la consegna del sigillo della città a Flavio Zanonato, dopo la lunga milizia in Consiglio Comuale?  Un Ministro padovano che si aggiunge a Luigi Gui, a Carlo Fracanzani e al breve intermezzo di Galan. Basterebbe questo a cogliere la consegna come una occasione di festa, che ci riguarda tutti. perchè se non si vive di invidie e di miserie si deve comunque essere orgogliosi che il nome di Padova sia onorato. Ha ragione il Presidente della Repubblica a ricordare commemorando Luigi Spaventa un’altra stagione della politica in cui “le distanze e gli scontri sul piano delle idee e del rapporto tra maggioranza e opposizione, non producevano, come oggi, smarrimento di ogni nozione di confronto civile, e di ogni costume di rispetto istituzionale e personale”.

Riporto qui un mio breve comunicato

Che cos’è la consegna del sigillo della città? Un segno di gratitudine istituzionale. Per chi ha lavorato per la comunità. Per questo lo si dà ad esempio ai comandanti dei carabinieri o ai questori e ai prefetti quando lasciano l’incarico. Lo si dà anche ai consiglieri comunali quando cessano dal mandato. Non c’entra nulla la politica partitica. La polemica per la piccola cerimonia di consegna del sigillo al Ministro Flavio Zanonato dimostra la pochezza umana, prima che politica di chi la fa. Una politica piccola che non sa distinguere tra i propri rancori e la vita delle istituzioni. Che non sa distinguere tra il legittimo, anche radicale, dissenso politico ed il riconoscimento per il servizio dato alla comunità. Le istituzioni sono più grandi delle singole persone che ne fanno parte. Della piccolezza di chi non possiede quel garbo umano che gli consentirebbe di partecipare con gioia e rispetto alla consegna del sigillo della città a chi l’ha servita, al meglio delle proprie capacità, per 18 anni, sempre sulla base del mandato ricevuto dai cittadini. A maggior ragione chi è stato nelle file dell’opposizione avrebbe l’occasione di confermare le proprie critiche ma di riconoscere la fatica di chi amministra la cosa pubblica. Così si faceva quando le istituzioni erano amate dal popolo ed erano amate (più di adesso, in una Italia economicamente più povera) anche perchè erano frequentate da politici che sapevano mettere le istituzioni davanti alle piccole convenienze di bottega. Questi tipi di politici, capaci solo di parole e gesti rancorosi e faziosi, senza magnanimità, non possono appassionare i cittadini, e si vedono le conseguenze. Disprezzando il simbolo disprezzano sé stessi.

P.s. a casa ho un bellissimo sigillo, qui riprodotto, a ricordo dei miei anni di Sindaco

sigillo

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