Palle d’acciaio e superballe

Pubblicato il 10 novembre 2013, da Politica Italiana

Bisogna discutere seriamente di cose serie. Ad esempio è una cosa seria (finalmente) il tema del reddito minimo di cittadinanza affrontato dal M5S con l’annuncio di un disegno di legge. Perché in Italia manca a differenza di quanto succede in altri paesi europei, anche se esistono altri istituti: ad esempio un trattamento di cassa integrazione che non ha paragone per importo, durata e diffusione o trattamenti pensionistici che sono (erano) molto più generosi.

Che sia una cosa seria lo dimostra il fatto che qualche tentativo sperimentale fu fatto in passato dal primo governo Prodi e che anche il PD ha presentato un disegno di legge in materia, sia pure con ambizioni più limitate.

Diciamo subito: la soluzione del problema è dato dall’enorme costo per mettere in piedi un reddito di cittadinanza e se è seria la proposta del M5S non è affatto seria la modalità con cui vorrebbe far fronte alla spesa.

Cosa si propone? L’erogazione di una assegno tale da garantire ad ogni persona di uscire dalla soglia di povertà relativa calcolata dall’Istat, che significa per il momento la disponibilità di un reddito pari a 600 euro al mese, vale a dire 7.200 euro all’anno. Se non ha alcun reddito lo Stato eroga l’intero importo, se no integra i redditi esistenti fino all’importo. Per i nuclei familiari c’è un decalage in base al numero dei componenti, ad esempio 1.000 euro per due, 1330 per tre, ecc. Poi vi sono altri interventi annunciati per il diritto alla casa, il salario minimo, agevolazione per assunzioni, ecc. che richiederebbero risorse aggiuntive.

Ma concentriamoci sulla proposta del reddito di cittadinanza. Intanto c’è un bel taglio rispetto alle promesse elettorali di Grillo, che aveva promesso mille euro al mese. Pazienza, era come la promessa di Berlusconi della pensione minima a un milione. La pretesa di essere nuovo in politica si scontra con la realtà, perché i  vizi di Grillo sono gli stessi della peggiore politica del passato: molta demagogia, promesse non mantenibili e tradimento delle promesse o loro forte ridimensionamento.

Calcoliamo un po’ cosa può costare una cosa del genere. Le persone sotto la soglia di povertà relativa sono in Italia circa 9 milioni di persone, 3,2 milioni di famiglie. Senza calcolare gli immigrati che hanno lavorato almeno due anni in Italia a cui la proposta del M5S prevede l’erogazione dell’assegno. Sappiamo che ci sono poi 2 milioni di giovani Neet, che non studiano, non lavorano, non hanno un reddito. Intanto dovremmo garantire un reddito a questi e già si deve parlare di 7.200 euro per 2 milioni pari a 14,4 miliardi di euro. Poi ci sono 3,2 milioni di famiglie sotto la soglia della povertà relativa. Per comodità usiamo un dato medio di tre componenti per cui è prevista una integrazione di 1.300 euro e calcoliamo prudentemente che posseggano in media già un reddito di 700 euro, tenendo anche conto che una parte del Neet continueranno a convivere con la famiglia. Sono altri 7.200 euro annui per 3,2 milioni pari a 23 miliardi di euro. In totale oltre 37 miliardi di euro. E’ vero che si può calcolare che se ci fosse un reddito minimo altri interventi sociali potrebbero essere assorbiti, ma si tratta di una cifra comunque imponente

E dove prevede di prenderli il movimento 5 stelle? Qui casca l’asino, perché si va a finire nel regno della fantasia. Si possono dire cose molto popolari, che però non hanno nulla a che fare con la realtà. Interverremo sulle pensioni d’oro. Giusto se per pensioni d’oro si intendono scandalosi trattamenti pensionistici di qualche decine di migliaia di euro al mese. Lasciando da parte i problemi giuridici (perché la Corte Costituzionale ha bocciato provvedimenti legislativi che andavano in questa direzione) bisogna dire che essendo scandalosi i trattamenti per la loro misura ma essendo qualche decina di migliaia, forse, darebbero un gettito di qualche milioncino. Se invece si prevede, come si fa, un prelievo crescente anche su pensioni modeste (ad esempio come fa la proposta a partire da 5500 euro lordi all’anno) bisognerà anche dire che non si capisce perché il reddito da pensione deve avere un trattamento più punitivo di altri redditi, tenendo poi conto del blocco già esistente per l’aggiornamento inflazionistico. Sono comunque redditi che già pagano le tasse, e tasse elevate. Siamo sicuri che sia giusto chiedere ad un pensionato che prende 4.500 euro lordi al mese (una bella pensione, certamente) un contributo mensile di 225 euro come fa la proposta M5S? Perché è una pensione di cui è già bloccata l’indicizzazione e su cui il contribuente paga una aliquota marginale del 38%. Stiamo parlando di un prelievo di 225 euro su una pensione netta di 3000 euro mensili. La straordinaria difficoltà economica può anche richiedere questi sacrifici ma in ogni caso si tratterebbe di un gettito pari a qualche centinaia di milioni annui.

Poi si propone di eliminare le esenzioni IMU agli immobili ad uso misto della Chiesa Cattolica. A parte che è già previsto nell’ordinamento anche in questo caso ci sono studi precisi del Ministero dell’Economia, su basi fattuali, che stimano in 100 milioni di euro il mancato gettito derivante dalle esenzioni esistenti.

Non mancano le riduzioni per le spese della difesa. A parte il fatto che ogni tanto bisognerebbe ricordare che le spese per la difesa sul bilancio dello stato sono inferiori di parecchio a quelle di moltissimi altri paesi europei e di questa narrazione per cui evitando la spesa degli F35 si risanerebbe ogni cosa, alla fine anche la proposta del M5S propone un taglio di 2,5 miliardi al bilancio della difesa. Di più neppure il M5S è in grado di proporre.bowling

Si propone poi di introdurre nuovi giochi d’azzardo da cui ricavare un gettito aggiuntivo (!?) dopo la polemica (giusta) contro la proliferazione del gioco d’azzardo.

Tutte queste previsioni darebbero comunque un gettito pari a meno del 10% della somma necessaria.

Si propone infine la introduzione di una tassazione patrimoniale aggiuntiva sui patrimoni superiori a 1,5 milioni di euro. Altro tema importante, e rilevante, su cui anche il PD si è più volte esercitato. Ma anche in questo caso, tenendo conto delle imposte patrimoniali già esistenti e senza tener conto degli effetti recessivi che potrebbe comportare l’introduzione di una tassazione aggiuntiva parliamo di cifre che secondo gli esperti si collocano tra i 5 e i 6 miliardi. Arriveremo in totale a meno di un quarto della somma necessaria.

A parte il merito il disegno di legge sul reddito di cittadinanza non potrebbe quindi mai passare il vaglio della ragioneria dello Stato e il Presidente della Repubblica non potrebbe firmare l’eventuale legge per violazione dell’art. 81 della Costituzione.

Si è molto polemizzato sulla espressione “palle d’acciaio” attribuita al Presidente Letta. Poi si è chiarito che l’espressione è stata usata dal giornalista che lo intervistava. Qui invece Grillo si avventura sulle super balle. E’ una delle tante forme di populismo: proporre cose giuste, ma tenendosi lontano da ogni effettivo principio di realtà E’ un peccato perché il tema è importante e decisivo e merita un vero confronto, attento alla realtà, tra le forze politiche. Non lasciamo cadere comunque l’occasione.

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