Non è mai troppo tardi

Pubblicato il 3 marzo 2014, da In primo piano

Nei giorni scorsi uno sceneggiato televisivo ha riportato nelle case degli italiani la figura del maestro Alberto Manzi e la storia della trasmissione fortunatissima “Non è mai troppo tardi”, che consentì a milioni di italiani analfabeti e semianalfabeti di imparare a leggere e scrivere. Una stoira da non dimenticare. Un vero rulo pubblico della televisione, che in quegli anni molto fece per avvicinare gli italiani alal cultuira, da qwuella di base, alla letteratura (con i grandi sceneggiati) al teatro. Anche con coraggio. Manzi era un innovatore scomodo eppure restò in televisione. Il ritratto di una televisione fatta di parrucconi e censori è vero solo in parte. Fu una grande televisione sostenuta da menti illuminate come Ettore bernabei. Adesso che la tv è dominata dagli interessi commerciali biosgna tornare a chiedersi quale può essere il ruolo di una televisione “pubblica”. Anche perchè quando si fanno buoni  rogrammi il pubblico non manca. Non è verp che l’unica televisione possibile sia quella delle volgarità e della stupidità.manzi

Riporto qui il ricordo di Alberto Manzi comparso sulle edizione on line della rivista Il Mulino Perchè ancora oggi non è mai troppo tardi

 

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2 commenti

  1. Giovanna Pirolo
    3 marzo 2014

    Proprio ieri, con mio figlio Giuseppe Bettiol, si discuteva sul ruolo formativo che la televisione pubblica dovrebbe ancora avere. Invece si è fatta copia (povera) di una televisione commerciale priva di qualsiasi contenuto, o quasi, e colma di porcherie o comunque cose superficiali. …
    Chi come te, Paolo, copre un ruolo importante, dovrebbe imporsi perché anche oggi, almeno la RAI, fosse tramite di cultura e di crescita.
    una postilla importante per me: da moltissimi anni ho allontanato da casa mia la televisione. Preferisco leggere


  2. Paolo
    5 marzo 2014

    sarebbe davvero una buona battaglia. Si dimostra che ottime trasmissioni a contenuto culturale (che non corrisponde alla noia…) hanno ottimiindici d’ascolto. Solo che bisogna faticare di più per farle.


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Dove uomini o partiti non hanno idee o per idee si spacciano affocamenti di piccole passioni, urti di piccolo interessi, barbagli di piccoli vantaggi, dove si baratta per genio l’abilità e per abilità qualcosa di peggio — Giosuè Carducci




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