W Mogherini, però…

Pubblicato il 1 settembre 2014, da Politica Italiana

Non c’è dubbio che la nomina di Mogherini a lady Pesc sia stato un grande successo personale di Matteo Renzi. Che ha perseguito l’obiettivo con determinazione, facendone una prova di forza, sul piano interno ed internazionale. Utilizzandolo come cartina di tornasole della sua leadership.

Matteo ha giocato la partita e l’ha vinta. Sapendo abilmente utilizzare i punti di forza (l’autorevolezza dentro il PSE dopo la vittoria alle europee, gli spazi favorevoli ad una candidatura femminile, il buon rapporto con la Merkel) e compensando le perplessità sull’inesperienza della Mogherini con una abile trattativa. Non sempre le cose per l’Italia sono andate così in Europa.mogherini

Il tempo dirà se la vittoria oltre ad essere una vittoria per Renzi sarà una vittoria anche per l’Italia. Non tanto per la presunta inesperienza della Mogherini. Non è che ci fossero sul tavolo europeo candidati di peso maggiore. Sì, in un momento così difficile uomini come Letta e D’Alema avrebbero potuto contare subito su un sistema di relazioni molto importanti e forse una visione più matura. Però poteva anche essere un handicap per il successo. In ogni caso ha fatto bene Mogherini a ricordare che a 41 anni non si può considerare una persona ancora non pronta. Quando fu nominata la Bonino commissaria europea molti si sorpresero, ma fece bene. Possiede capacità e determinazione, ci auguriamo che saprà costruirsi rapidamente una rete di fiducia e conquistarsi oltre al voto il riconoscimento delle capacità.

La sfida vera è sul fatto che un incarico finora sostanzialmente ininfluente, in considerazione del limitato ruolo europeo sulle politiche estere dei singoli paesi, acquisisca un peso effettivo. Gioca in questa direzione la crisi degli equilibri mondiali, così evidente e pericolosa, che dovrebbe convincere l’Europa a diventare davvero un attore globale anche nel campo di una politica estera condivisa. In questo caso Mogherini si troverà veramente in una posizione strategica.

Se questo non dovesse avvenire ci sarà da chiedersi se non era più opportuno far valere il peso italiano per acquisire una posizione dentro la commissione europea legata a deleghe pesanti, quelle ad esempio in campo economico, dell’agricoltura, dell’immigrazione e si rischia che il successo d’immagine resti appunto solo sull’immagine.

Questo è il punto di debolezza che si sta manifestando, molto pericoloso. Se osservatori non prevenuti incominciano a bacchettare, fa presto a cambiare il vento dell’opinione pubblica. Scalfari “il cavallo non beve la panna montata” a proposito della politica economica, Gramellini citando la famosa “I giardini di marzo” di Battisti ricorda che al verso “Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati” ne segue un altro “al ventuno del mese i nostri soldi erano già finiti”. D’accordo Scalfari ha 90 anni ed è un po’ ripetitivo, Gramellini non si fa sfuggire il gusto della battuta. Ma sono pensieri che incominciano ad aggirarsi tra gli italiani.

Se ai troppi annunci di storici cambiamenti non seguono fatti concreti e percepibili è un bel problema. Passo dopo passo dice Renzi. Condivido assolutamente (lo diceva anche Letta), è la continuità che produce risultati, ma è importante non far passare il passo spedito (magari di un maratoneta resistente) per il record mondiale del salto in lungo.

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1 commento

  1. giorgio peloso
    2 settembre 2014

    concordo pienamente. ottimo come sempre. gp


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