Bitonci alla guerra santa

Pubblicato il 11 novembre 2014, da In primo piano

Passi non ricevere l’on. Kienge. La visita della nostra parlamentare europea con giornalisti al seguito era una piccola provocazione. Libero Bitonci di rispondergli con un’altra.

Ma che c’entra l’incolpevole console del Marocco, in visita di cortesia istituzionale ai sindaci del Veneto? Elevato nella descrizione del sindaco di Padova a propagandista dell’Islam e fraudolento promotore di moschee e perciò indegno di essere ricevuto. C’entrerà la guerra dentro la Lega, visto che il console è stato normalmente ricevuto da Tosi, certo sono risibili gli argomenti opposti, tipo quello che in Marocco non c’è reciprocità.

Il Marocco è un paese laico, in cui c’è piena libertà di opinione e di culto, i partiti islamici sono particolarmente moderati, è stato il primo paese dell’Africa ad avere un rapporto di partenariato con l’Unione Europea. Un paese civile, in forte crescita economica, che sta assorbendo importanti quote di manodopera dei paesi subsahariani, evitando di aggravare ulteriormente il dramma di chi cerca lavoro attraversando il mediterraneo. Un partner importante per noi, anche dal punto di vista economico.marocco

Tutto questo Bitonci lo sa, ma non gli interessa. Perché ha bisogno di individuare sempre dei nemici. Per rinsaldare la propria tifoseria e nascondere le difficoltà dell’amministrare, di mantenere le promesse imprudenti fatte in campagna elettorale: sulla sicurezza, sul verde, sui commercianti, ecc. Ha scelto di parlare solo alla parte faziosa dell’elettorato, trascurando tutti gli altri. Forse pensa davvero quello che mormorano i suoi amici, che Zaia sarà coinvolto in indagini e che si dovrà reimpostare la partita regionale e si sente in campagna elettorale. Ma il compito del Sindaco è di tenere unita la città, per quanto si può. Perché è pagato, e le sue scelte sono pagate, da tutti i cittadini. Perché le cose si fanno se si ha la sensazione di avere un Sindaco che onora il patto elettorale ma rispetta anche gli altri cittadini, specie quando ha compiti di rappresentanza.

Perché in questo gesto maleducato di non ricevere il console del Marocco si fa un danno all’immagine dell’intera città, che ormai passa per la città più xenofoba d’Italia. Ieri mattina alla trasmissione Il Ruggito del Coniglio parlando dei muri (dopo la caduta del Muro di Berlino) si citava il muro di via Anelli, di cui Bitonci è del tutto incolpevole essendo stata una meritoria iniziativa di Zanonato, ma la cosa veniva presentata come normale ( e come se il muro ci fosse ancora) per la città di Padova.

E si fa un danno anche agli interessi italiani. Perché non sono cose che restano per le chiacchiere dei bar. Sono punti sensibili, di cui le élite statuali tengono conto, e mentre sarebbe tutto nostro interesse tenere rapporti con gli stati islamici moderati si offrono argomenti alla parte radicale dell’Islam. E se per caso, cosa non impossibile, ci fossero stati alcuni investitori di fondi arabi interessati ad investire a Padova se ne guarderanno bene. E certo non farà piacere ai 3000 italiani che vivono in Marocco apprendere la notizia, così come riterrebbero offensivo se il sindaco di Casablanca si rifiutasse di ricevere (per reciprocità) il Console italiano. Ma conto sul fatto che il Sindaco di Casablanca abbia una migliore educazione e più senso degli interessi della propria città e del proprio paese.

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2 commenti

  1. Matteo Villa
    11 novembre 2014

    Confermo Paolo, I Sindaci di Casablanca e di Rabat sono di un altro spessore, sia Politico, Culturale che Istituzionale. Settimana scorsa, giusto per divertimento, abbiamo portato in scena a Rabat e a Marrakech, ai Teatri Nazionali, “Romeo e Giulietta” di una compagnia Teatrale Veneta. E’ stato un successo di pubblico e di amicizia. Questo gesto maleducato di non ricevere il console del Marocco, si fa un danno all’immagine e all’economia dell’intera città, tuttavia i nostri interlocutori Marocchini non fanno di ogni erba un fascio. Sanno che le persone come il Sindaco di Padova, sono solo una minoranza, poco attrezzata culturalmente, in forte difficoltà a Governare i processi e le sfide che il presente ci impone.
    Sarebbe bello organizzare una altra delegazione di Padovani in Marocco, perché di investitori arabi interessati ad investire a Padova e in Veneto ce ne sono eccome. A presto, Saluti a Ester. https://www.facebook.com/myjua


  2. Paolo
    13 novembre 2014

    Grazie Matteo, è una bellissima idea. Sono stato due anni fa in Marocco con il Consiglio d’Europa. Gente civile, un parlamento vivace, con molte donne, una economia in crescita. Anche con la piccola umiliazione di sentirsi apostrofare per strada Bunga Bunga quando capivano che eravamo italiani…


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