Presepi più grandi delle miserie di certi politici

Pubblicato il 7 dicembre 2015, da Cattolici e società

Ho seguito distrattamente tramite i media le vicende italiane durante il mio viaggio in Myanmar. Come capita quando si fa un viaggio pieno di stimoli e suggestioni. Mi ha colpito però una vicenda minore, per il singolare contrasto con il permanere in un paese in cui la domanda di spiritualità è così semplice e condivisa, senza esibizionismi eppur permeando il modo di essere di un paese.

Ne parlo qui al mio ritorno prima di riprendere a commentare vicende più significative. Si tratta della questioncella del divieto di fare il presepio in una nostra scuola. Come sempre in questi casi si mette insieme il peggio. Un dirigente scolastico chiaramente inadeguato. Non so se per l’emergere di un anticlericalismo vecchio come il cucco o per una ignoranza colossale, per una paura di affrontare la complessità. Quando il compito della scuola sarebbe proprio di educare i bambini alla complessità. Alla comprensione della diversità. A vivere serenamente dentro culture e tradizioni diverse, perché questo è, e sarà di più in futuro, il loro destino. E così ad utilizzare una tradizione che fa parte della storia del nostro paese per far parlare i bambini delle diverse fedi e delle diverse tradizioni. Una straordinaria occasione per farli crescere. Ma ci vuole fatica. Meglio dare ascolto alla pigrizia nascosta dal politicamente corretto. Rimuovere dalla scuola il mondo come è fatto perché è troppo difficile. Tradendo la propria missione. Manifestando la stessa colossale ignoranza di quel dirigente che ha annullato una visita ad una mostra perché c’erano troppi quadri con croci. Cioè eliminando la storia della pittura. Come vietare la visita alla Alhambra di Granada perché come in altri luoghi della cultura islamica il nome di Allah è ripetuto migliaia di volte sotto forma di mirabili decorazioni.IMG_3594

Poi c’è il peggio di certi politici. Senza decoro e pudore. Attaccati alla quotidianità delle loro miserie, rifuggenti da pensieri grandi, all’altezza della straordinarietà del momento. Salvini con un presepietto comprato magari su una bancarella cinese. La Gelmini (muta di fronte alle imprese del cavaliere con la nipotina di Mubarak) a cantare Tu scendi dalle stelle. Il suo autore fu Sant’Alfonso Maria de Liguori, nato da una grande famiglia aveva scelto di farsi sacerdote in età adulta e predicava soprattutto agli umili ed agli straccioni. A quei diseredati che la Gelmini e quelli come lei vorrebbero allontanare dalle strade. E del resto il presepio fu pensato dal Santo dei poveri, San Francesco, fattosi povero da ricco che era per cercare una ricchezza più grande. Proprio per ricordare lo “scandalo” di un Dio che nasceva povero tra i poveri. Migrante senza accoglienza.

Simbolo che al di là di fedi e credenze può far riflettere chiunque. Tranne quelli che pensano che religione deve essere un corpo contundente a servizio dei propri pregiudizi, dei propri odi, delle proprie presunzioni, delle proprie convenienze. Basta vedere gli insulti rancorosi sui social riservati al Vescovo di Padova Claudio Cipolla che ha osato affermare la necessità che “il messaggio del Natale coinvolga più in profondità la nostra vita e il saper stare, come ha fatto Gesù, in mezzo alla storia, alla gente. Soprattutto a chi è più povero. Abbiamo un messaggio da portare, che ha come obiettivo il dialogo e la pace tra gli uomini”.

Quest’anno come sempre farò a casa mia il presepio. Andrò a visitare quello del Santo. Sperando poi di vivere coerentemente con quel simbolo.

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2 commenti

  1. paolo
    7 dicembre 2015

    certo che son rimasto male: per il vescovo non c’era un solo commento favorevole!Per Rozzano mi sembra si trattasse di insegnare canzoni natalizie durante l’orario di ricreazione e il preside si e’ opposto dicendo che la ricreazione dev’essere appunto ricreazione e non momento di insegnamento fosse pure di canti natalizi, non e’ chiaro se c’entrasse il presepe, almeno la notizia non e’ cosi’ chiara o forse non ho seguito piu’ di tanto la polemica.


  2. Paolo
    8 dicembre 2015

    io ho seguito i media da lontano e mi sono riferito alla notizia del divieto di fare il presepio…


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