con il burkini sul cervello

Pubblicato il 18 agosto 2016, da Nel Mondo

Il sonno della ragione genera mostri è il titolo che Francisco Goya dette ad una delle sue opere più tenebrose. Anche la paura genera mostri, purtroppo non solo nei bambini. Ed è piuttosto preoccupante quando la paura genera idiozia in chi gestisce il potere.

Così sindaci francesi spaventati da Nizza e quel che significa pensano di esorcizzare le paure vietando il burkini in spiaggia. Che naturalmente del burka non ha nulla, visto che i visi sono perfettamente riconoscibili. Nessun problema di sicurezza, solo il tentativo impotente di arginare le paure con provvedimenti irrazionali: siete diversi da noi e non vi vogliamo. Perché l’unico risultato concreto sarà naturalmente non la presenza di quelle donne in spiaggia con un costume normale ma semplicemente il fatto che quelle donne in spiaggia non verranno più e non verranno accompagnati i loro bambini. Semmai generando ulteriori rancori.image

Dici: pazienza, sono amministratori locali alle prese con problemi più grandi di loro. No, si aggiunge anche con la prosopopea che a volte sa assumere una sinistra radical chic il primo ministro francese che certifica: il burkini è incompatibile con i valori francesi. Il regno della presunta laicità che vuole dettare le regole sul come vestirsi. Ormai anche nelle Chiese sono sempre più rari i cartelli che vietano l’ingresso a chi non è “decentemente” vestito e nella Repubblica della laicità si vuole decidere come si può andare in spiaggia. E se un uomo va in spiaggia vestito perché non vuole prendere il sole? E su un sub entra in acqua interamente coperto dalla muta? E se succede come succedeva in Italia negli anni ’60 che un politico si presenti in spiaggia in doppio petto per passeggiare sulla battigia (celebre foto di Aldo Moro)?

I valori tirati in campo perché non si sa gestire un fenomeno complesso. Per la propria impotenza politica. Eppure libertè, egalitè, fraternitè che sono valori veri potrebbero ancora ispirare le politiche, specie se non si mettesse tra parentesi il concetto di fraternitè. Con questi presupposti non c’è da meravigliarsi della gravissima crisi del socialismo francese. Niente burkini, perché offendono i valori repubblicani, mentre il presidente della Repubblica si recava nottetempo dalla sua amante in scooter con il casco per non farsi riconoscere. Sapete che vi dico? Teniamoci Alfano.

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3 commenti

  1. […] Il presente articolo è stato pubblicato originariamente sul blog di Paolo Giaretta […]


  2. Baudon Christine
    19 agosto 2016

    Ciascuno è libero di avere un opinione su tutto e su niente… siamo in democrazia, vero (?) Però sarebbe anche bene che ciascuno analizzassi i problemi del proprio paese (e l’Italia ne ha tanti di problemi che non vedo necessario andare a sproloquiare su fatti, per ora, accaduti nell’ hexagone”.Poi quando succederanno gli stessi fatti sulle spiagge italiane, ne riparleremmo!….
    Invece andiamo a vedere di cos’ha di “sinistra” l’attuale governo italiano, a chi vanno i quatrini delle bombe italiane vendute attraverso il mondo ecc….
    Un’ultima cosa: quando si vuole sembrare colti, si presta attenzione agli accenti delle parole francesi : LIBERTé, éGALITé, FRATERNITé ont un accent aigu!

    Avec le sourire, malgré tout!…


  3. Paolo
    20 agosto 2016

    Gentile Christine, non penso che solo i cittadini di un paese siano abilitati a parlare dei fatti che accadono, visto che diventano fatti che colpiscono l’opinione pubblica globale. Le scelte della Francia, come quelle dell’Italia nel mondo attuale non riguardano solo i cittadini dei rispettivi paesi. Per gli accenti ok, ma come sai la tastiera italiana mette in automatico l’accento più usato in italiano. Vedo che hai capito lo stesso.


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Dove uomini o partiti non hanno idee o per idee si spacciano affocamenti di piccole passioni, urti di piccolo interessi, barbagli di piccoli vantaggi, dove si baratta per genio l’abilità e per abilità qualcosa di peggio — Giosuè Carducci




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