Caro Stefano ti scrivo

Pubblicato il 28 giugno 2017, da Senza categoria

Sempre utile confrontarsi di fronte a fatti nuovi. Così rispondo alla bella lettera aperta di Stefano Allievi sul  PD http://www.stefanoallievi.it/2017/06/caro-pd-ti-scrivo-sulle-elezioni-a-padova/

Caro Stefano ti scrivo

Così mi distraggo un po’

Anche perché non si sa

Se il PD ti risponderà…

Modello Padova, quando si vince ci si può sbizzarrire nelle narrazioni. Tanto si sta dalla parte della ragione (momentanea). In politica è così. Non c’è mai la controprova fattuale. Ad esempio io penso che aver fatto un primo turno elettoralmente divisi abbia consentito di fare il pieno di due elettorati e che Giordani sia stato più adatto nel conquistare un elettorato di centro decisivo. Però quando ci sono quattro elettori su dieci che non si esprimono può essere anche valida la tesi opposta. Che Lorenzoni con il suo vento di novità avrebbe potuto portare al voto una parte dei non votanti e compensare la perdita di voti al centro. E in ogni caso è chiaro che senza la novità espressa da Lorenzoni si sarebbe perso.

Però quando sento Matteo Renzi parlare di un modello Padova mi viene voglia, appunto per distrarmi un po’, di fare un diverso storytelling come si dice oggi. E raccontare così la storia di Padova. Dove viene eletto Sindaco un uomo che non ha mai nascosto le sue simpatie per Forza Italia, che però ha incrociato positivamente il buon governo locale del PD ed ha deciso di spendersi generosamente per la sua città. Ad onor del vero avendo poco in comune con la storia valoriale del fronte progressista, ma giustamente nauseato dal modello Bitonci. Lui come anche una parte di Forza Italia. Il PD si spende generosamente e succede che il PD dimezza i suoi voti e che a sinistra (e non solo) nasce un movimento partitico di modello nuovo con lo stesso peso elettorale del PD e una lista civica che si avvicina al peso del PD, oltre ad una lista di centro dello stesso peso. Ma al di là dei numeri succede che tutte le novità avvengono al di fuori del PD. Tutti i processi innovativi, i tentativi di elaborazione culturale più dinamici non coinvolgono una soggettività del Partito Democratico. Che fa le scelte giuste ma non riesce o non vuole attivare meccanismi partecipativi. Vince ma non convince, per usare le sconfortate parole di Miguel de Unamumo di fronte alla vittoria del franchismo in Spagna.

Che se questo fosse un modello dovremmo spiegare al buon Matteo che questo significherebbe intanto che lui si faccia da parte, che lasci campo libero a Pisapia per costruire un nuovo campo politico e che si rassegni ad un forte ridimensionamento politico ed elettorale del partito che guida, pensando poi ad un Calenda come candidato alla Presidenza. Non mi sembra un modello di suo piacimento….

Bene, mi sono distratto un po’. Ma resta l’amarezza. Anch’io come tanti altri ho faticato perchè nascesse il PD. Per vincere certo, ma anche per avere un partito nuovo per fare cose nuove. Che le cose nuove a Padova siano nate fuori dal PD mi dispiace molto. Perché nel PD e insieme al PD avrebbero potuto nascere. E Renzi sarebbe bene che fosse capace di fare una riflessione: perché la desertificazione dei territori che ha favorito e accettato è una spiegazione non marginale dei pessimi risultati delle amministrative.

Per fortuna c’è sempre una storia possibile davanti. Chissà che il PD padovano la voglia (ri)costruire. Perché ci sarà la prova del buon governo a cui sottoporsi. Che è quella che conta. E qui c’è spazio per tutti. Per il PD e per gli altri

Paolo

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1 commento

  1. Giovanna Pirolo
    28 giugno 2017

    Sono pienamente convinta che Renzi debba mettersi da parte. La sua tremenda voglia di primeggiare a tutti i costi ha fatto un danno inenarrabili al PD e a tutto il Paese. Ci sono persone molto ma molto più valide di lui.
    Grazie, Paolo!


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