Intellettuali in aiuto

Pubblicato il 28 giugno 2018, da Politica Italiana

La crisi che come sinistra stiamo attraversando può essere segnalata anche da episodi minori.

Ad esempio una giovane lettrice di Repubblica si rivolge a Concita De Gregorio, forse memore degli ottimi servizi che la Concita aveva fatto sul PD che non si vede ma che c’è e vive nei territori, domandandosi (a ragione) di fronte alle politiche del governo giallo verde in materia di immigrazione: “Ma dove sono finiti gli intellettuali?”.

Una risposta c’è stata, e questo è positivo. Però appunto una risposta che rileva questa distanza tra paese e sinistra.

Secondo la vecchia tradizione un appello firmato da numerosissimi cittadini “intellettuali”. Che un po’ si autodefiniscono intellettuali lavorando in gran parte nelle Università della Repubblica. Ottima cosa, segno di attenzione. Però io immagino che questa giovane lettrice soprattutto pensasse ad un intervento dei grandi opinionisti, che scrivano sui giornaloni, che imperversano sui format televisivi, che hanno scritto saggi di successo. Che influenzano insomma l’opinione pubblica. Di questi non v’è traccia. Tante firme però di persone sostanzialmente sconosciute fuori dal loro ambiente. Torniamo alla vecchia tradizione della firma che non si nega a nessuno.

Il testo naturalmente gronda di buoni sentimenti. Che personalmente condivido. Ma sono in grado di spostare di un millimetro l’opinione degli “spaventati” che ci sono e che bisognerebbe convincere? Spiegando, facendosi carico di queste paure, proponendo soluzioni alternative? Perché questo dovrebbero aiutare a fare gli intellettuali. Per i luoghi comuni ci arriviamo anche noi modesti operatori del braccio o della penna. Gli intellettuali dovrebbero “illuminare” l’opinione pubblica, aiutandoci a guardare più in là.

E infine il manifesto si appella al Presidente della Repubblica chiedendo un suo intervento ritenendo anticostituzionali le politiche del governo Conte. Tirando in ballo chi non c’entra e chi non ha alcun potere. Anche perché finora si è trattato di atti amministrativi su cui il Presidente non ha alcun potere di intervento ed anche in caso di atti legislativi ci sarebbe un limitato potere di rinvio. Ed è anche singolare che molti dei firmatari dell’appello non abbiano avuto a suo tempo alcun imbarazzo a schierarsi per il No al referendum costituzionale insieme agli attuali presunti violatori della Costituzione.

Forza, aiutateci meglio…

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