Senza vento delle vele, e poi?

Pubblicato il 1 giugno 2018, da Senza categoria

Un breve, immediato commento per un Governo dopo quasi tre mesi. Accolto con un sospiro di sollievo anche da chi non condivide programmi, formule e personaggi. Meglio un Governo responsabile politicamente di fronte all’opinione pubblica che il nulla.

C’è comunque un solo vero vincitore che si chiama Sergio Mattarella. Che ha difeso ostinatamente, spesso da solo, le ragioni della Costituzione. Da solo perché parecchi grandi commentatori in questi giorni sotto sotto lo accusavano di aver sbagliato. Da solo perché il PD può fare (sbagliando) manifestazioni a suo favore ma non ha fatto l’unica cosa che lo avrebbe aiutato, verificare la possibilità di un governo con M5S. Ha ottenuto ciò che era giusto: un governo politico che si cimenti con il consenso avuto, una compagine ministeriale con dei punti fermi sugli interessi essenziali dell’Italia, una difesa delle regole della Costituzione. Mai accettare per debolezza precedenti pericolosi per tempi ancora più bui. Nessun colpo di stato (ah le parole incaute dei dilettanti allo sbaraglio) ma l’esercizio fermo di un potere costituzionale di garanzia per tutti.

Governo del cambiamento? Si vedrà. A parole è facile per tutti. C’è stato un cambiamento positivo in questi 90 drammatici giorni? Mi sembra proprio di no. Difetti da prima repubblica senza i pregi. L’importante sarà essere capaci di giudicare nel merito, senza sconti e senza pregiudizi. Sui fatti. Il Governo non è un governo di incapaci, almeno in parte. Non siamo in grado di fare la lezioncina, perché nella lunga storia della Repubblica, anche nei nostri governi, c’è stato di tutto. Ministri dimostratasi eccellenti pur non avendo alle spalle curriculum prestigiosi, professoroni che hanno miseramente fallito. Accanto alla Lezzi (Ministro del Sud, anche Salvini ha dovuto ingoiare i suoi rospi) economista di vaglia che sosteneva che la crescita realizzata dai governi di centro sinistra era dovuta esclusivamente al gran caldo che aveva fatto andare i condizionatori, ci stanno Ministri che hanno dimostrato saperi competenti.

Semmai potremmo dire questo: che i ministri di qualità sono stati dentro fino al collo in quell’establishment additato al disprezzo dell’opinione pubblica, poteri che ho ben incrociato nella mia esperienza romana, che sopravvivono a tutti i cambiamenti di personale politico. Degli altri si vedrà perché finora nella vita hanno fatto poco di più che frequentare gazebo e meet up. Sempre ricordandosi che anche nel personale di governo del PD non mancavano persone così.

Il Pd riuscirà a ritrovare la voce? Ad uscire dalla drammatica afonia di questi mesi? Ci sono tante cose da dire, e man mano che l’attività di governo si esplicherà ce ne saranno ancora di più. C’è un rischio: che passato il timore di elezioni immediate si rientri nella solita solfa inconcludente. Non ce lo possiamo permettere. Già vedo profilarsi altre linee di frattura: ha ragione Calenda ad immaginare un nuovo radicale inizio, ha ragione Veltroni ad evocare lo spirito originario del PD e prima ancora dell’Ulivo, ha ragione Martina a pensare di dover ricomporre le fratture? Ma tutti hanno un po’ di ragione

Il problema di fondo è che il PD (ma più ampiamente la sinistra) appare purtroppo senza le parole della modernità. Quelle parole che aveva avuto al suo sorgere e che ha perso per strada. Resta l’interrogativo pesante che pone Cuperlo nel suo ultimo libro: “La sinistra ha davvero qualcosa di originale da dire, da raccontare, da condividere su questi anni e su quelli a venire?” Ci siamo illusi che un po’ di brillantezza espositiva, con l’agile salto dell’improvvisatore, un po’ di populismo rottamatore fosse sufficiente ad avere vento delle vele. E per un po’ è stato così. Ma quando il vento è caduto ed occorreva la forza dei rematori e la chiarezza della rotta abbiamo scoperto che l’equipaggio non c’era più. Tanti garruli ufficiali, ma non più una coesa comunità. Ecco, occorre ripartire dalle idee e dalle parole. Dallo studio e dalla ricostruzione di comunità. E allora si ritroverà il vento favorevole.

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1 commento

  1. Elio Ciaccia l
    2 giugno 2018

    Concordo pienamente con le valutazioni espresse.l


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