Il Nord dimenticato (ma contento)

Pubblicato il 10 ottobre 2018, da Politica Italiana

Secondo gli ultimi sondaggi Lega alle stelle nel Nord Est. In compenso il PD è proprio in questo territorio che perde più consensi rispetto al già magro bottino delle elezioni di marzo.

Dicono gli analisti che votano la Lega per disperazione nei confronti di M5S, escludendo che ritorni un consenso al PD, che del resto poco fa per meritarselo.

Le scelte degli elettori possono anche apparire alquanto misteriose. Viene infatti da domandarsi: ma cosa sta facendo di buono il Governo per questo territorio?

Partiamo dall’aspetto simbolico delle Olimpiadi invernali. Una proposta buona, coinvolgendo la città italiana più europea e la leggendaria Cortina. Lasciamo stare l’immaginifico Zaia: “Stiamo facendo la storia”. Addirittura, la storia non si fa con una candidatura alle Olimpiadi, e forse potrebbe occuparsi della cronaca, cioè delle infrastrutture che la Regione non riesce ad assicurare per i prossimi campionati mondiali dello sci alpino…Ma il governo dice che i soldi non li mette. Per quale motivo? Se è una promozione di immagine per il nostro paese perché mai il Governo non deve investire in questa operazione? Dispetti per il mancato accordo con Torino. Il Governo asservito alle convenienze dei caporioni di lega e 5 stelle. Ed un territorio, quello del Nord, sacrificato. Tanto loro i soldi ce gli hanno, dicono. Immaginate un po’ se un governo del PD avesse detto: i soldi al Nord Est non li diamo …

Delle grandi infrastrutture a servizio di una delle più importanti infrastrutture manifatturiere europee è meglio non parlare, tra un Ministro delle infrastrutture che è convinto che esista il tunnel del Brennero (testuale) e la Regione che ha pasticciato molto sulla Pedemontana è una disperazione. L’Alta velocità non si sa se si farà, il tunnel del Brennero sarebbe appunto una delle grandi infrastrutture europee da realizzare, la scomparsa del bando periferie priva molti comuni veneti di fondi importanti per migliorare la qualità della vita, fattore importante di competitività.

La politica economica si attesta attorno a due caposaldi, già in passato responsabili di un impoverimento delle capacità competitive del paese: più spesa pubblica assistenziale, più evasione fiscale. Più spese, meno entrate, più debito. Nulla per rendere più competitivo il paese, per sostenere le imprese innovative, la ricerca, la formazione dei nuovi tecnici, ecc.

Ci ha ricordato il presidente dell’Inps (i cui dati danno fastidio ai nuovi governanti, come quelli dell’Istat: hanno in orrore la realtà e le autorità indipendenti) che la popolazione veneta che è il 9% di quella italiana sarà interessata solo per il 2% dai provvedimenti del reddito di cittadinanza e che i 400.000 interessati alla quota 100 sono in gran parte dipendenti pubblici dislocati al Sud.8 miliardi per 400.000 persone, a danno delle nuove generazioni. Un rilevante trasferimento di denari dal Nord al Sud e da impieghi produttivi ad impieghi di un assistenzialismo deteriore, che lungi dal combattere sul serio la povertà realizzerà un grande spreco.

Vi ricordate del federalismo? L’autonomia differenziata? Il referendum giornata storica, ecc.? Siamo fermi all’intesa tra il Governo Gentiloni e le tre regioni Lombardia, Emilia, Veneto. Dopo solo annunci e promesse reiterate. Perché è complicato rendere operativi gli accordi, perché ci vogliono dei soldi, perché il Governo è diviso sul punto. E i comuni sono stati dileggiati con la scomparsa del Bando periferie, alla faccia dell’autonomia. Trattati da postulanti importuni.

Tutto ciò merita un consenso così elevato? Ma oggi i fattori di orientamento degli elettori hanno poco a che fare con i fatti, e bisogna tenerne conto. Se non si sanno suscitare passioni si ha poca attenzione. Escludo che possa suscitare passione in qualcuno di normale il fiorire di presunti e presuntuosi candidati alla segreteria nazionale del PD, al di fuori di ogni ragionamento sul paese.

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