Auguri, per l’Italia e per noi

Pubblicato il 31 dicembre 2018, da Politica Italiana

Cari lettori di queste note sparse,

un altro anno è passato e ci facciamo gli auguri per il 2019 che arriva.

Per curiosità sono andato a vedere cosa scrivevo all’inizio 2018: la legislatura si stava avviando alla conclusione, l’impostazione della campagna elettorale prossima già si avvertiva: “ci stiamo avviando ad una campagna elettorale in cui la separazione tra promessa e realtà viene accettata come un dato di fatto inevitabile. Direi senza alcun pudore. Ad un elettorato sfiduciato si propinano ricette fantasiose, contando sulla smemoratezza e la mancanza di strumenti di verifica”. Ricette accettate, come avremmo visto poi, da un buon numero di elettori: non la maggioranza ma in un numero sufficiente per governare, sia pur alterando i patti assunti con gli elettori prima del voto.

Allora citavo uno scritto di Melchiorre Cesarotti. Un intellettuale padovano vissuto nel secolo dei Lumi, in contatto con i circoli culturali di tutta Europa. Fu il Segretario dal 1799 della Accademia Patavina di Scienze lettere ed Arti, l’attuale Accademia Galileiana. A Selvazzano c’è ancora la villa che ha abitato.

Melchiorre Cesarotti traccia delle linee di comportamento per i soci dell’Accademia. E scrive tra l’altro: “Avvertasi sopra tutto che contro la verità puossi peccar doppiamente, o per errore o per scelta e che il primo peccato può talora e forse deve trovar grazia, il secondo è indegno assolutamente di scusa. Lungi da noi adunque la vana idea di brillar per un paradosso, d’abbagliare in luogo di illuminare, di sedurre in cambio di convincere, di far pompa d’ingegno a spese della verità…di sostener con eguale indifferenza ambedue le parti, imitando quei ciarlatori forensi pronti di due cause contrarie di abbracciar questa o quella, secondo che più li invita non il chiaror della verità ma il baglior dell’oro”.

Allora era una ipotesi che le parole di Cesarotti potessero applicarsi alla contemporaneità. Dopo un anno possiamo giudicare. La verità è stata violata per errore (o per ignoranza) molte volte dagli attuali governanti. Basti pensare all’uscite dell’ignaro Toninelli ed alla inconcludenza della sua azione. E molte volte la verità è stata violata per scelta: come in occasione della presuntuosa trattativa con la Commissione Europea con cifre alterate, cui ha dovuto far seguito una ritirata con la coda tra le gambe, con grave danno per la finanza pubblica ed i risparmiatori.

Allora scrivevo: “Invece del bagliore dell’oro ci sarà il bagliore dei voti, ma è proprio così: la tentazione di abbagliare l’opinione pubblica, invece di illuminarla, di sedurre emotivamente invece di condurre alla chiarezza del ragionamento, di sacrificare la verità alla battuta del momento. Non è che sia una novità assoluta. Solo che se in campo resta solo questo la democrazia deperisce”.

Scusate l’autocitazione, ma il deperimento della democrazia (con la violazione delle regole della vita parlamentare) è sotto gli occhi di tutti. Mi auguro che il 2019 segno una riscossa dell’opinione pubblica, di cui si avvertono i primi segnali ed una capacità dell’opposizione (a partire dal PD) di offrire una alternativa. Sperare è lecito nel passaggio tra il vecchio ed il nuovo anno. Auguri perciò.

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