Balconi, bugie e realtà

Pubblicato il 21 dicembre 2018, da Politica Italiana

Se un abile comunicatore come Rocco Casalino decide di nascondere la ritirata parlando di un indebitamento del 2,04% del PIL invece del 2,4% ha elementi per ritenere che una parte dell’opinione pubblica possa essere gabbata comunicando questa cifra. Che non ha alcun fondamento tecnico, Comprensibile la barriera psicologica del 2%, ma il 2,04 non ha alcun significato tecnico. Forse comunicativo: c’è sempre un 2 e c’è sempre un 4.

Ormai le fake news sono passate dalla rete ai balconi di Palazzo Chigi. Si sostiene che nulla è mutato rispetto alle intenzioni del governo.

Facciamo allora qualche cifra: l’Italia aveva presentato una Legge di bilancio che si fondava su una previsione di crescita 2019 dell’1,5% e portava il deficit al 2,4%. Numeri ai quali tutti gli organi indipendenti, nazionali e internazionali, non hanno mai creduto. Il governo ora riconosce di avere imbrogliato sulle cifre. Ammette che il Pil salirà dell’1%. E ritratta il deficit al 2,4%, tagliando la manovra di oltre 9 miliardi per farlo scendere al 2,04%.

Naturalmente non esiste l’albero degli zecchini d’oro. Questi tagli emergeranno non appena si darà attuazione (se si darà) alla manovra: tagli indiscriminati anche in settori sensibili come il sociale e l’istruzione, riduzione di incentivazioni utili, mancanza di misure per lo sviluppo, taglio di investimenti strategici. taglio al sistema delle autonomie (altro che federalismo!) Questa è la crudezza dei numeri.

La quota cento è ridotta ad uno strumento che creerà notevolissime ingiustizie, una sorta di lotteria con vantaggi tra l’altro limitati. Riguarderà soprattutto il settore pubblico e il combinato disposto di pensionamenti anticipati e blocco delle assunzioni fino a novembre 2019 porrà in alcuni settori seri problemi di funzionamento. Sul reddito di cittadinanza tutto è nella nebbia più completa, e dire che stavano stampando le tessere! Partirà da aprile (giusto in tempo per le elezioni?) ma a tutt’oggi non c’è la struttura per gestirlo seriamente. Sarebbe bastato implementare la misura lasciata dal governo Gentiloni, il Reddito di inclusione (REI), misura universale – dal primo luglio 2018 – e strutturale. È finanziata ad oggi con 2 miliardi di euro e a partire dal 2020 in poi con 2,75 miliardi all’anno.

Intanto tre questioni di carattere generale, oltre le fake news governative.

La manovra si attesta sostanzialmente sui numeri proposto all’inizio al ministro Tria e dai vituperati tecnici. Quelli che dovevano essere sloggiati dal Ministero e dalla Ragioneria generale dello Stato, quelli che remavano contro, additati come nemici all’opinione pubblica dei tifosi. Evidentemente avevano ragione loro. Solo che la protervia di queste settimane ha causato un danno gravissimo e non rimediabile al paese. L’innalzamento dello spread carica sui conti dello stato almeno un miliardo in più e se è diminuito resta pur sempre enormemente al di sopra di quello ricevuto in eredità dal Governo Gentiloni: da 113 a 250: “numerini” che significano soldi in più pe il bilancio dello Stato, soldi più costosi per i privati, scarsa reputazione del sistema Italia

Gli aiuti in Europa non sono venuti dal fronte degli amici sovranisti, gli “statisti” ammirati da Salvini. Austria, Ungheria, Paesi di destra del Nord, ecc. sono stati i più chiusi ad ogni compromesso a favore dell’Italia. Il compromesso è stato reso possibile grazie a quell’ubriacone di Juncker (Salvini dixit) agli invisi Merkel, Macron, Moscovici. Senza questa Europa la medicina sarebbe stata ben più amara per l’Italia. Ricordiamocelo.

La procedura per l’approvazione della manovra è vergognosa e sostanzialmente anticostituzionale. Non ci sarà un esame di merito né da parte del Senato, né da parte della Camera. Ho fatto il relatore di maggioranza o di minoranza sulla legge finanziaria o sul bilancio dello Stato per quasi 17 anni. Non è mai successo una cosa del genere, né con i governi nostri né con quelli del centrodestra. Un degrado istituzionale grave: il parlamento ridotto a spettatore. Gli organi di garanzia indipendenti costantemente attaccati o oggetto si spoil system. Se non ci fosse un galantuomo come Mattarella…

La manovra carica sul 2020 oneri pesantissimi. Con la clausola dell’aumento dell’IVA fino al 26%. Questo fa pensare che alla maggioranza gialloverde interessi comprare tempo fine alle europee ma pensi di non essere in grado di affrontare un’altra legge di stabilità, dove dovrebbe aggiungere ai debiti che si genereranno dalle previsioni troppo generose sul 2019 in termini di maggiori entrate e minori spesi questi ingentissimi oneri. Non ce la farebbero. Prepariamoci, altro che primarie al rallentatore.

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