Una bella sfilata di ipocriti

Pubblicato il 1 febbraio 2019, da Politica Italiana

Credo che dovremmo essere ormai convinti che le iniziative giudiziarie hanno scarsissimi effetti sull’orientamento elettorale dei cittadini. Sarà per un abbassamento del senso etico, per iniziative di magistrati non sempre fondate, per i tempi eterni della giustizia nell’accertamento della verità, fatto sta che se una volta un avviso di garanzia era già giudicata una colpa oggi una condanna definitiva sembra non avere importanza. Cittadini tifosi più che cittadini giudici…

Ce lo ha insegnato la vicenda Berlusconi. “Perseguitato” dai giudici, oggetto di campagne stampa di Repubblica, condannato più volte, il consenso è caduto quando gli italiani hanno capito che era il loro portafogli a soffrire.

Varrà ancora di più per Salvini. Anche perché oggettivamente il reato di cui è imputato è riferito ad una azione compiuta nell’esercizio del suo ruolo ministeriale. Semmai di soldi rubati si parla per il 40 milioni di euro spariti dalle casse della Lega, anche con Salvini segretario. Bisogna anche comprendere che l’articolo 9 della legge costituzionale 1/1989 prevede che l’Assemblea Parlamentare, rispetto alla contestazione di reati ministeriali, possa” negare l’autorizzazione a procedere ove reputi…che l’inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo”. Non c’è dubbio che sia il caso di Salvini.

Naturalmente noi troviamo che sia moralmente e politicamente riprovevole il sequestro di persone attuato esclusivamente per motivi propagandistici di persone innocenti e deboli. Ma non c’è dubbio che si tratti di atti politici, di cui del resto è certamente responsabile tutto il Governo, perché si tratti di atti proseguiti nel tempo e chi eventualmente fosse stato contrario avrebbe avuto il diritto dovere di dissociarsi.

Restiamo perciò sul punto politico, ed uno dei punti politici è la monumentale ipocrisia del Movimento 5 Stelle. Che vorrebbe trovare il modo ipocrita di distinguersi da Salvini. Ma non c’è dubbio che trattandosi di un reato imputato commesso nell’esercizio di funzioni di Ministro il voto deve essere palese. Ed è inutile girarci attorno: la ragion di stato obbligherà a votare a favore di Salvini rinnegando uno dei principi fondativi del Movimento: non è vero che uno vale uno, ci sono le convenienze (e i doveri) della politica. Quando si governa con chi ha molto poco in comune e non si vuole rinunciare al potere occorre chinare la testa. E dire agli elettori: “Vi abbiamo un po’ imbrogliati”. E il gioco delle tre carte tra Di Maio, Di Battista e Fico a poco serve: alla fine tutti e tre chineranno la testa.

Come è stato scritto: che farà adesso il MoVimento, quello della trasparenza, dell’uno vale uno, della lotta ai privilegi e finanche alle prerogative di parlamentari e ministri? Non potrà votare per il processo al suo co-leader Salvini; non potrà astenersi perché troppo pilatesco, da Prima Repubblica; dovrà dunque seguire l’indicazione di voto salviniana e votare no. E in aula dovrà farlo a voto palese, alla luce del sole di fronte ai suoi elettori. Con la stessa motivazione politica che usa Salvini: sarebbe un processo politico al governo. E di subire un processo – non politico, ma giudiziario – Di Maio non ha proprio nessuna voglia, anche perché sarebbe anche lui sul banco degli imputati in qualità di correo. Ciò che era un dogma a prescindere quando la casta erano gli altri ora diventa materia di compromesso contorto e fumoso.

Non c’è da meravigliarsi del tracollo elettorale grillino. Gli elettori non erano mica tutti rancorosi odiatori di tastiera. Ce n’erano tanti che li hanno votati sperando davvero in un cambiamento politico ed etico del paese. Si stanno svegliando. E il PD…

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1 commento

  1. Ignazio
    1 febbraio 2019

    …e il PD…? Ha governato grazie all’inciucio con Berlusconi. I 5stelle possono tornarsene da dove sono venuti. C’è chi ha mangiato la foglia già da tempo sui 5 stelle e sul loro alfiere Grillo. Di questo passo la conseguenza è che ad ascendere saranno sempre più i partiti di destra estrema. Anche perché ormai restano solo loro a non aver governato in questo paese dal dopoguerra…


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