I bugiardini dell’IVA

Pubblicato il 18 aprile 2019, da Politica Italiana

Ormai con questo governo siamo abituati a tutto. Se la cantano e se la suonano. Fanno l’opposizione a sé stessi, si insultano, e difatti annunciano decisioni che non ci sono fanno decreti scritti sul nulla, visto che dopo un mese il povero Mattarella non ha ancora uno straccio di testo su decreti essenziali, che dovrebbero risarcire i truffati delle banche, rilanciare le opere pubbliche, ecc.

Il dibattito sull’aumento dell’IVA appare demenziale nel campo governativo. “Con noi aumento dell’IVA mai” annunciano i due vicepresidenti, “Se lo fa Tria si deve dimettere” e via di seguito con annunci ultimativi.

Perché dovrebbe aumentare l’IVA? Per un fatto semplice: che la maggioranza gialloverde, i due vicepresidenti, i parlamentari di quella maggioranza hanno scritto sulla ultima legge di bilancio che al 2020 l’Iva aumenterà dall’attuale 10 al 13 per cento per l’aliquota ridotta e dall’attuale 22 al 25,2 per l’aliquota ordinaria fornendo un gettito di 23 miliardi.

Colpa dei venusiani, delle scie chimiche, dei poteri forti, del PD, della Merkel, dei burocrati europei? Niente di tutto questo. Matteo e Giggino per fare quota cento ed il reddito di cittadinanza hanno voluto prevedere questo, per prender un po’ in giro gli italiani: facciamo i nostri annunci, ci facciamo un po’ di campagna per le Europee, poi si vedrà.

Dunque dovrebbero fare una cosa sola, invece di insultare e minacciare Tria: fare un bel disegno di legge in cui sia scritto che non ci sarà l’aumento dell’IVA perché i 23 miliardi di euro si trovano in un altro modo, precisando nel dettaglio con quali entrate e con quali tagli di spesa si possono in via alternativa ottenere. Il resto sono chiacchiere per distrarre l’opinione pubblica.

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Dove uomini o partiti non hanno idee o per idee si spacciano affocamenti di piccole passioni, urti di piccolo interessi, barbagli di piccoli vantaggi, dove si baratta per genio l’abilità e per abilità qualcosa di peggio — Giosuè Carducci




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