Reagire con il voto

Pubblicato il 13 maggio 2019, da Politica Italiana

Ci sono tanti motivi nel calo repentino nei sondaggi di capitan Mitraglia Salvini. Senza dare troppa affidabilità a questi sondaggi.

Metà dei sondaggiati non sa se voterà e cosa voterà, o non lo vuol dire, e sarà questa quota a decidere del risultato finale. Generalmente la quota diminuisce in modo sensibile all’avvicinarsi del voto. Ma questa volta a due settimane dal voto non c’è alcuna diminuzione. Hai voglia a dire che sono elezioni europee decisive per il futuro (è vero), ma l’interesse dell’opinione pubblica è modesto, i temi non emergono, i leader politici parlano d’altro e i candidati (tutti) sono in affanno per fare la campagna elettorale. Si vedrà dunque ormai tra poco. E si vedrà cosa succederà di un governo non avaro di proclami ma del tutto sprovveduto di fatti.

Intanto: Salvini nei sondaggi perde voti (e spero che i sondaggi siano confermati dal voto dei cittadini, anche se intanto le piazze restano piene per lui) per diversi motivi, si può pensare. Per l’eccesso di litigiosità, per lo scarso senso istituzionale, per cui un Ministro dell’Interno è dedito a fare il capo fazione, senza rispetto e riguardo per chi non lo vota ma ha diritto ad essere governato decentemente, per il caso Siri da cui sembra essere ricattato, perché infine e soprattutto i risultati dell’azione del governo non ci sono e per una parte dell’elettorato della Lega sono temi sensibili: tasse, infrastrutture, autonomia. La propaganda è efficacie, ma se dopo un anno resta solo la propaganda gli elettori incominciano a dubitare.

Influisce anche questo sdoganamento volgare del nazifascismo? Può darsi e me lo auguro. E suo tempo, ce lo ricordiamo, Berlusconi ebbe due grandi intuizioni politiche. La prima fu di capire che l’anticomunismo viveva ancora sotto la pelle del paese, pur essendo finita l’esperienza storica dei paesi comunisti. E seppe sfruttarlo abilmente. La seconda fu di sdoganare Fini, e quindi il post fascismo.

La differenza rispetto a Salvini però è davvero rilevante. Allora Fini aveva dato avvio ad Alleanza Nazionale, prendendo le distanze dal passato del fascismo e Berlusconi, sia pure con battute discutibili (gli antifascisti al confino erano in villeggiatura) e con la minimizzazione dei guasti del fascismo se del periodo fascista metteva tra parentesi gli errori, ricordava solo qualche cosa positiva di tipo sociale ma comunque non rinnegava la libertà riconquistata, la democrazia, il sogno americano, ecc. Era del resto un uomo del ’36.

Salvini è diverso. Del fascismo rivendica la parte peggiore e sdogana, accetta come alleati, valorizza chi del fascismo e del nazismo è cultore, di tutta la loro storia compreso il razzismo, l’antisemitismo, le leggi razziali, i forni crematori e di peggio in peggio. E c’è nel presente una piega autoritaria, l’uso perfino dei poteri che ha come ministro degli interni per reprimere il dissenso.

Questo è quello che abbiamo di fronte. Occorre esserne consapevoli. La smemoratezza è una grave colpa sociale. E’ una grave mancanza di rispetto verso le vittime dell’orrore nazifascista. Quando si voterà si voterà anche su questo. Banalizzare ciò che è stato il nazifascismo, far finta di credere che sia solo un passato che non ci deve più interessare è una colpa.

E’ un veleno che viene assorbito se non viene contrastato con determinazione. Le scuole sono finora state luoghi di accoglienza e di educazione all’integrazione delle diversità. Come leggiamo sulla stampa e come mi raccontano amici insegnanti sono sempre più frequenti nei bambini episodi di razzismo: assorbono ciò che sentono in casa, che vedono sui media o sui social.

Perciò reagire per chi crede nei valori della repubblica basati sulla Costituzione. Lo strumento ce l’abbiamo, è il voto alle prossime elezioni. Un segnale forte per far capire che c’è un paese diverso da quello raccontato da Salvini.

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