L’Europa necessaria

Pubblicato il 25 giugno 2019, da Politica Italiana

Europa matrigna. Questo serve per la propaganda. È penosa la vicenda della elaborazione di una lettera di risposta alle richieste di chiarimento della Commissione Europea, propedeutica ad una possibile sanzione per infrazione. Una lettera che non chiarisce nulla, un po’ lamentosa, un po’ furbetta. Cioè purtroppo quello che i nostri interlocutori prevenuti pensano degli italiani.

Il problema in fondo è semplice, al di là dei tecnicismi e della propaganda. Per evitare l’aumento dell’IVA e mantenere ciò che si promette, a partire dalla flat tax ci vogliono una cinquantina di miliardi mal contati.

Se ce li hai fai quel che vuoi. Ma l’Italia non ce li ha, e non ce li avrebbe neppure con artifici contabili a danno della Cassa Depositi Prestiti o della Banca d’Italia, che comunque screditerebbero ulteriormente il nostro paese. Perciò o indichi i risparmi di spesa che pensi di attuare (con una diversa destinazione della stessa) o ti devi indebitare, ammesso che trovi chi i soldi te li presta e a quali tassi di interesse. Senza immaginare che la Commissione Europea non se ne accorga, perché come riconosce Conte se le regole ci sono vanno rispettate anche se vorresti cambiarle. Anche perché il Governo italiano ha dato la propria parola che avrebbe eseguito ciò che la Commissione ora gli richiede.

Il resto sono chiacchiere, particolarmente quando si promette un aumento del tasso di sviluppo, di cui non c’è traccia, anche perché purtroppo ci stiamo avviando, grazie alla dissennatezza delle politiche di Trump, verso un nuovo rallentamento dell’economia mondiale.

Giusto sostenere la necessità di regole diverse in Europa, anzi giustissimo. Ma per farlo bisogna essere convincenti e trovare gli alleati necessari. Il Governo italiano ha fin qui insultato il governo francese e quello tedesco, rapporti zero con quello spagnolo. Grandi aperture di Salvini (senza cenni di reazione di M5S) ai cosiddetti sovranisti, una buona parte dei paesi dell’ex blocco sovietico, che hanno conservato evidentemente i tratti autoritari dei regimi precedenti.

Non andremo con il cappello in mano, come gli altri. Propaganda miserevole, naturalmente. Dimostrino in che cosa ci sarebbe stato in passato questo atteggiamento da mendicanti e come loro riescano ad ottenere di più. Tutti i governi, perfino quelli di Berlusconi, hanno cercato di difendere gli interessi nazionali. E quelli Renzi Gentiloni hanno ottenuto parecchio, non con la propaganda ma con argomentazioni ed impegni seri, di cui usufruisce anche questo governo.

Ma i sovranisti vogliono una Europa più forte? In grado di sviluppare congiuntamente politiche più ambiziose? Assolutamente no, e non si vede perché una Europa fatta di nazionalismi ed individualismi dovrebbe pagare il conto dell’Italia. E difatti la lettera a noi è partita con il consenso unanime di tutti i Governi. Non uno si è levato per contestare la correttezza della lettera.

Ci vorrebbe visione. Ho trovato tra le mie carte disperse il “libro bianco” che il presidente Jacques Delors fece approvare dalla Commissione nel 1993. Si intitolava “Crescita, competitività, occupazione, le vie e le sfide da percorrere per entrare nel XXI secolo” Un documento ambiziosa, che sognava una Europa coesa, capace di sviluppare politiche integrate. Delors era un socialista francese, di formazione cattolica. Si poneva nel solco dei grandi fondatori dell’Europa.

Se ci fosse stata allora più lungimiranza dei leader europei saremmo oggi messi meglio. Ci fu per la moneta unica, si pensò, con un errore di valutazione che i vincoli della moneta unica avrebbero portato con sé gli altri mutamenti necessari, nelle politiche fiscali, del sostegno agli investimenti, nelle politiche sociali.

Nessuno dei problemi che sono sul tappeto (diseguaglianze sociali, qualità e quantità del lavoro, integrazione economica, competitività globale, sostenibilità ambientale, ecc.) sono risolvibili sul piano nazionale, dalle piccole nazioni europee. Serve (almeno) l’Europa. Indicarla come nemico è il più grave errore che si possa fare. Screditarla e poi chiederle aiuti è da incoscienti.

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