un carabiniere, un italiano da onorare

Pubblicato il 29 luglio 2019, da Politica Italiana

Possiamo facilmente immaginare cosa avrebbe detto l’on Matteo Salvini al Ministro dell’interno Marco Minniti di fronte all’assassinio di un carabiniere a Roma. E cosa avrebbe aggiunto se quel ministro avesse proseguito tranquillamente la propria vacanza.
Naturalmente la presenza a Roma di Salvini non avrebbe dato alcun contributo al progredire delle indagini, è questione di sensibilità umana semmai. Essere presente alla camera ardente invece di sconfessare via tweet il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.
Il punto è che si dimostra la falsità di tutta la narrazione di Salvini. Mentre trattiene ancora una volta poche decine di profughi in ostaggio (su una nave dello Stato italiano!) additandoli al pericolo per la sicurezza nella capitale e altrove la grande criminalità dello spaccio si congiunge ai circuiti malavitosi degli spacciatori e dei consumatori. Si vorrebbero asservire le forze dell’ordine alle esigenze della propaganda politica quotidiana.
C’è una responsabilità ancora più grave nell’azione di Salvini: eccitare in ogni modo l’odio e divisione, ospitando senza censura sul proprio sito ogni incitazione alla violenza, all’odio, al razzismo conclamato ed esaltato. Purtroppo gli assassini questa volta non erano neri o islamici, ma bianchi della civilissima America e gli hater hanno perso un argomento.
Gli insulti dei leoni di tastiera offendono in modo vile la memoria di Mario Cerciello Riga. Che non era solo un servitore dello Stato ma era anche un uomo buono e generoso, che amava il proprio prossimo, lo aiutava in innumerevoli modi senza distinzioni di provenienza, era animato da una fede profonda. Un cristiano sul serio che cercava di testimoniare la propria fede servendo il prossimo.
Prendeva sul serio (al contrario del blasfemo agitare di rosari e di invocazioni di Madonne ad uso e consumo politico) il testamento di Gesù all’ultima cena: ” questo è il mio comandamento, che vi amiate l’un l’altro come io ho amato voi”. Mario Cerciello per quanto ci è dato sapere questo comandamento lo ha testimoniato nella propria vita.
E l’amore per il prossimo nella dimensione pubblica ha un nome, si chiama concordia civile. Essere costruttori di pace, di convivenza, di rispetto, di comprensione del diverso. Altro che sventolio di rosari accompagnato dallo sfruttamento e costruzione dell’odio.
Onore al carabiniere Mario Cerciello

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