Il pericolo Salvini

Pubblicato il 13 agosto 2019, da Politica Italiana

Non sembra che molta parte dell’opinione pubblica attribuisca importanza alla virtù della coerenza in politica.
Pensiamo ai due Matteo. Quello di Firenze fino a qualche giorno fa minacciava sfracelli se si fosse anche solo parlato di una qualsivoglia intesa con i 5 stelle, il fidato Giachetti spergiurava che se ne sarebbe andato immediatamente dal partito se Zingaretti avesse osato cercare il numero di telefono di Di Maio. Oggi guai a Zingaretti se non ci si acconcia a fare un governo purchessia con i penta stellati. Per salvare l’Italia naturalmente.
Poi c’è l’altro Matteo, quello delle spiagge, che assicurava che il governo sarebbe durato 5 anni (qualche settimana fa, eh) e che con Berlusconi mai e poi mai; oggi si acconcia all’alleanza, poi se vedrà.
È un pericolo Salvini per il sistema democratico? Se fosse solo lui no, è che c’è una piega mondiale dimentica dei drammi prodotti dai nazionalismi, non occorre mica risalire alle guerre mondiali’ basta pensare alla nostra vicina ex Jugoslavia. C’è una sorta di noia per la fatica della democrazia, meglio illudersi che ci sia uno che pensa per tutti.
Qui si inserisce il pericolo Salvini. Leggiamo le pagine con cui Elsa Morante descriveva nel 1945 la stagione di Mussolini: “Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto consenso…in Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti…” Oppure leggiamo Scurati sulla temperie dell’affermazione del fascismo: “tutta gente scossa da un desiderio incontenibile di sottomissione ad un uomo forte ed allo stesso tempo di dominio sugli inermi. Sono pronti a baciare le scarpe di qualsiasi nuovo padrone purché venga dato anche a loro qualcuno da calpestare”.
Un po’ impressionante, poi la storia non si ripete ma quando uno rivendica apertamente un potere assoluto è un appello ad uscire da un regime democratico, perché per l’appunto la democrazia non è un sistema in cui semplicemente si vota, ma quello in cui tutti i poteri sono bilanciati.
E a me sembra che nella lunga preparazione di un appuntamento elettorale Salvini abbia voluto testare l’opinione pubblica con provocazioni progressive, per vedere se ci fosse una capacità residua di reazione attorno a principi costituzionali e naturalmente ne ha tratto la conclusione che questo paese possa sopportare o richieda una svolta autoritaria.
Lo sdoganamento esplicito ( altro che Berlusconi con Fini ) di ogni atteggiamento che si richiami al fascismo ed anche al nazismo, di ogni pulsione razzista: mai una condanna, mai una presa di distanza, mai un intervento repressivo come sarebbe dovere del Ministro degli Interni. Incoraggiamento, comprensione giustificazione.
I nemici sono le “zecche comuniste”, quelle che pretendono di salvare le persone dall’annegamento in mare. Tra parentesi: tutte le navi su cui Salvini ha impostato le sue vergognose sceneggiate sono alla fine attraccate ed i profughi sono sbarcati. Una commedia inumana sulla pelle dei sofferenti e nel frattempo gli scafisti continuano a far arrivare migliaia di profughi con i barchini. Ma questo non sembra interessare.
L’abuso della religione con una deriva identitaria. Il messaggio cristiano bestemmiato ed abusato, fino ad invocare la Madonna per la legge sulla sicurezza! Come ho già scritto avrebbe festeggiato Erode il persecutore non certo Maria profuga in Egitto con Giuseppe e il Bambino.
Non pensiamo che sia casuale la trasformazione di uno stabilimento balneare in una succursale del Ministero dell’Interno, tra ragazze scosciate, mojitos e inno di Mameli in versione salsa. Si prova appunto se esiste ancora in modo diffuso il senso del decoro delle istituzioni, oppure se nell’indifferenza di più si allacci una connessione sentimentale con una parte del popolo che pure vota oppure può essere indotta a votare che ha come orizzonte la cultura dello sballo settimanale, il sesso facile e senza responsabilità, tra Grande Fratello e e Isola dei Famosi. Sono milioni di italiani.
Prima di Salvini viene il problema di un paese incattivito, rancoroso, che rifiuta la competenza come valore, che ritiene inutile studiare, che della religione si serve per odiare chi non la pensa come lui. C’è anche questo paese è troppo spesso a sinistra si trascura questo fatto. Per questo penso che sia difficile affrontare questa situazione pensando di allestire un governo per allontanare di qualche mese le elezioni. Assumendosi responsabilità complicatissime, lasciando Salvini libero di eccitare ulteriormente odio, divisione, paura.
Occorre ripartire da un progetto per il paese, per l’altro paese che pure c’è ma a cui non si parla a sufficienza. Non basta un governo contro.

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3 commenti

  1. Adriano
    17 agosto 2019

    Eccessivo il raffronto tra i 2 Matteo, non c’è paragone chetenga. M. R qualcosa di utile per il Paese l’ha fatto, pur con degli errori di percorso e valutazione.Il suo “ripensamento” sul M5s nasce dall’emergenza e deriva democratica e fascista che tu ben descrivi. Non c’e’tempo in questo momento per grandi pensatoi e progetti politici Oggi serve da subito “salvare” la democrazia e perché no anche l’economia di tanti Italiani. E allora riverdendo il famoso “turiamoci il naso…di Montanelliana memoria se si presenterà l’occasione, convinto che la saggezza e responsabilità di Mattarella ce la proporra’, proviamoci! Governo istituzionale di Legislazione. E nel frattempo pensiamo anche alla progettualità politica, ma da protagonisti e non da spettatori.

    .


  2. Paolo
    19 agosto 2019

    Il paragone riguarda naturalmente solo il cambiamento repentino di giudizi e di posizioni espresse davanti al paese. Sull’attività di governo non c’è paragone, anche perchè Salvini ha fatto il capo politico e non il Ministro. Sarà possibile un governo con un programma serio e con la capacità dei gruppi parlmentari di sostenerlo per tutta la legislatura? Magari


  3. Fiorenza Carnovik
    9 settembre 2019

    Si salva la democrazia se un popolo è composto di esseri umani “democratici”, cioè se sta loro a cuore il “bene comune” e se incarnano i valori anziché proclamarli. Così si scelgono di conseguenza i Rappresentanti. Ora, non è così… . Risulta (da testimonianze vere che ho ricevuto da leghisti o ex leghisti) che l’allenamento dei leghisti, compreso Salvini, sia stato e sia quello di atti e parole blasfeme contro la bandiera italiana e ciò che rappresenta. Ora, come ha fatto Salvini a diventare ministro degli interni? Chi l’ha nominato e sostenuto, di sicuro sapeva questi fatti. Così è pericolosa la spregiudicatezza di chi dice oggi una parola e prende pubblicamente un impegno (es.:…me ne vado sia dal governo, sia dal partito) di Matteo Renzi, così di Grillo, così di Berlusconi. C’è qualcosa di animalesco che si è infiltrato in politica. L’impalcatura è quella di democrazia, ma come ogni impalcatura ci impedisce di guardare cosa cè dietro. Dietro siamo ai tempi dei vassalli, valvassori e valvassini che attendono un re… La finanza agisce come la vecchia mezzadria: ti fa passare per conveniente la metà che paghi tu singolo cittadino, ma tu con l’altra metà se le cose non vanno bene non vivi, mentre tutte le metà che la finanza raccoglie ne fa la potenza che rende schiavo. il singolo. Così la politica, dà l’impressione di un “gioco”, con l’assunzione della mentalità tipica del gioco e le sue dinamiche e i suoi strumenti… ma la sorte dei popoli è in pericolo conseguentemente. Inoltre l’ignoranza dei capi è sovrana (ma guai a dirglielo!) Per es. la vecchietta cattolica sa quello che Salvini (e chi per lui) dimentica: Il Magnificat, cantato da una ragazzina innamorata e incinta di Dio (che è Verità) afferma che è garanzia storica di Dio che i potenti vengano deposti e innalzati gli umili, che gli affamati vengono saziati e che i ricchi vengono rimandati a mani vuote…
    Sono d’accordo con l’idea che Salvini abbia “saggiato” come test la situazione degli italiani, di quanto manca perché chiedano “un capo”. E non lo credo così sprovveduto e temo che come ministro dell’interno abbia i contatti nascosti per far succedere qualcosa che lo porti ad innalzare la febbre e le convulsioni sociali sulle cui basi costruire ciò che gli interessa. Sapremo vegliare?


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