I frutti dello squadrismo mediatico

Pubblicato il 30 gennaio 2020, da Politica Italiana

C’è da chiedersi perché l’Italia sia diventato un paese pessimista e rancoroso, come attestano le indagini sociologiche, anche comparate con altri paesi.

Nei giorni scorsi ho ricordato qui la bella figura di Sante Baro, dirigente politico e sindacale. Mi ha scritto Giuseppe, uno dei figli, che ha completato il ritratto con commoventi e importanti parole, ne riporto qui una parte

“Il tuo commento commovente, ricalca gli ideali e i valori che lo hanno spinto ad avere un impegno concreto, costante e continuo nel sociale anche grazie alle rinunce di mia madre (come ostetrica, e a cui ho letto l’articolo) per seguire i cinque figli.

Per lui la politica era Servizio soprattutto verso i poveri e gli svantaggiati. Per costruire una società che permettesse a chiunque di avere una vita dignitosa.

Pur possedendo solo la licenza elementare, aveva una dialettica semplice ma incisiva, ricca di sintesi e accordi. … Fare politica per lui era una passione, ci credeva e ha sempre lavorato per il bene comune, mai per il tornaconto personale, per unire, trovare soluzioni, mai distruggere…

Non ha mai cambiato idea perché il fascismo l’ha vissuto sulla pelle, la povertà e la fame gli hanno fiaccato il cuore. Ha vacillato solo per il delitto Moro…È sempre stato un gran lavoratore, mai domo. Le persone l’ho stimavano e un po’ ci invidiavano.

Alcune venivano a chiedere consigli o aiuto. Non ha mai detto di no a nessuno…Fino all’ultimo ha continuato a consegnare 50 centesimi a chiunque suonasse alla porta, Fosse giusto o sbagliato non gli importava, lui 4/5 volte al giorno consegnava questa “somma” a chiunque. Noi figli siamo stati fortunati a viverlo tutti i giorni e assisterlo quando dolcemente ci ha lasciato”.

Perché ritorno sull’argomento? L’ Italia è diventato purtroppo un paese in cui trovano largo spazio rancori, paure, disprezzi, risentimenti, rigurgiti di nostalgie per i peggiori periodi del ‘900. Colpa dei ritardi della politica, degli errori, ecc.? Sì, però mi domando: e i grandi gestori dei media non ne hanno nessuna di responsabilità?

Della politica hanno raccontato solo gli aspetti peggiori. Non che non esistessero, ma esistevano anche tanti che la politica l’hanno fatta come l’ha fatta Sante Baro. Ma per questi non c’è mai stata la curiosità dei media, sono storie che non interessavano, che non sono mai state raccontate. Hanno invitato gli italiani a disprezzare la politica. E questi sono i risultati.

Lo “squadrismo mediatico” purtroppo è nato a sinistra, è bene ricordarlo. Poi le tv berlusconiane hanno fatto il resto. Vi ricordate “Profondo Nord” di Gad Lerner, Mi manda Lubrano, le varie trasmissioni di Michele Santoro? Il messaggio era sostanzialmente: cambiare gli attori politici, inadeguati ed incapaci. A suo tempo sono andato ad alcune di queste trasmissioni. Lo schema era semplice. C’era una tesi che andava “imposta” agli ascoltatori: “esperti” accuratamente selezionati a sostegno della tesi senza contradditorio, domande a senso unico (e se per caso iniziavi a rispondere appropriatamente ti toglievano la parola), piazze anch’esse accuratamente preparate: in una di queste trasmissioni di Lubrano mi ritrovai in collegamento da Padova Piero Ruzzante (giovane, ma già autorevole dirigente comunista) presentato come un esponente della società civile, circondato da “cittadini” con i loro bravi cartelli, che naturalmente conoscevo uno per uno come generosi militanti del PCI!

Forse un po’ di autocritica i “grandi” giornalisti potrebbero farla. Sono stati molto coraggiosi nel raccontare una politica già indebolita, senza preoccuparsi di cosa sarebbe venuto dopo. Hanno disturbato pochissimo i grandi poteri: della casta politica si è saputo tutto, compresi i prezzi del menu ( a proposito alla mensa della Rai dove mangiavano i grandi giornalisti televisivi si pagava meno che alla mensa del Senato…), nulla dei banchieri iper pagati che si arricchivano sulle spalle della povera gente, delle aziende monopoliste che facevano profitti enormi sulla pelle dei lavoratori, ecc.…E quei giornalisti che hanno fatto codazzo all’indegna sceneggiata di Salvini alle prese con il citofono senza avere il coraggio di indignarsi, di svergognarlo lì e subito con domande pertinenti?

Avessero raccontato l’altro volto della politica che c’è stato e c’è, rappresentato da Sante Baro, la democrazia italiana starebbe meglio.

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Dove uomini o partiti non hanno idee o per idee si spacciano affocamenti di piccole passioni, urti di piccolo interessi, barbagli di piccoli vantaggi, dove si baratta per genio l’abilità e per abilità qualcosa di peggio — Giosuè Carducci




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