Responsabilità vince paura

Pubblicato il 8 marzo 2020, da Politica Italiana

Provvedimenti di cui non si ha memoria. Bisogno risalire a periodi bellici. Le domeniche senza auto al tempo della crisi petrolifera erano al confronto allegri provvedimenti da festa. Qui ci saranno conseguenze economiche devastanti. Conseguenze soprattutto nell’immediato sul lavoro. Specie per chi è meno protetto, chi il lavoro e il reddito nell’immediato semplicemente lo perde.

D’altra parte: se la pandemia raggiungesse numeri da non sostenibilità del sistema sanitario le conseguenze economiche non affrontate subito diventerebbero poi ancora più devastanti. Si vedrà anche la pratica attuabilità della trasformazione in zona rossa di intere province: come controllare, come bloccare la circolazione delle merci, le grandi linee di trasporto, ecc.

Intanto è naturalmente totalmente cambiata l’agenda politica del paese. Dopo qualche sbandamento anche le opposizioni hanno capito che speculare sulle difficoltà dei provvedimenti da assumere non rende. C’è qualcosa comunque che va oltre la contingenza. Emerge come un discorso pubblico che tanto piaceva ad una parte consistente di italiani, quello dei muri, delle paure, dei nemici, delle invasioni semplicemente era una enorme rappresentazione fuori dalla realtà.

Il mondo è globale, non ci sono muri che tengano. Così è fatta l’economia, il modo di vivere. Non si bloccano le persone, tanto meno i virus. E’ sempre stato così, ma oggi si aggiunge la velocità della propagazione in un mondo davvero globale. Non diamo troppo importanza ai sondaggi, ma forse qualcosa ci dice il calo della lega: non può più coltivare paura astratte indicando nemici presunti. Il “nemico” è dentro di noi, anzi adesso diventiamo noi gli umani di cui diffidare.

Tutta la predicazione dell’abbassamento delle tasse come unica e assoluta priorità dimostra la sua falsità. C’è bisogno di un sistema pubblico robusto a presidio dei diritti basilari dei cittadini, a partire da quello della sanità. Il pubblico non è una invasione della libertà dei diritti individuali, ma lo strumento perché questi diritti siano pienamente esigibili. E ricordiamoci che è giusto che si accresca la possibilità di indebitarsi per affrontare le emergenze, ma i debiti vanno restituiti.

C’è bisogno di uno Stato centrale autorevole e di una Europa forte. Altro che predicazioni opportunistiche su un astratto federalismo; o inutile richiedere ora una presenza più incisiva dell’Europa quando per anni la si è indicata come una entità abusiva. Sovranismo e regionalismo radicale mostrano tutti i loro limiti quando si è in una situazione di stress.

Riemerge il valore della responsabilità individuale. Valgono le regole generali, ma non tutto può essere normato. Occorre riscoprire il valore della disciplina e delle scelte individuali. Così le cronache ci propongono i comportamenti esemplari di molti, nel sistema sanitario e non solo, o l’irresponsabilità di altri: non si rinuncia allo spritz ammassato, tanto non ci riguarda, non si rinuncia alla fila in discoteca, ecc.

Potremmo dire: l’agenda politica della destra, fin qui così attrattiva in questa fase storica, potrebbe dimostrare tutti i suoi limiti: c’è un destino comune del pianeta (dall’ambiente alle malattie portate anche da povertà ed emarginazioni) oltre ogni sovranismo ed egoismo nazionalistico, servono regole globali per il benessere dell’umanità, serve una dimensione pubblica capace di erogare servizi fuori dalla logica di mercato e capace di regolare l’economia globale verso valori di bene comune.

E tutti i gatti non sono grigi. C’è una bella differenza tra la compostezza e la serenità con cui Zingaretti annuncia la sua positività al corona virus e le grottesche dichiarazioni dei governatori di Lombardia e Veneto.

Ci potrà essere un ritorno della merce buona sul mercato della politica. Ai mercanti della paura potrebbero succedere i venditori di serietà e serenità

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