Sprechi e burocrazia: tutto facile?

Pubblicato il 4 maggio 2020, da Politica Italiana

Per la fase uno bastavano i tecnici e la protezione civile. La fase due è più complicata. Serve davvero la politica, ma ci siamo un po’ disabituati alla politica che valuta gli interessi in gioco, ne fa una sintesi che non valga solo per l’ora dopo in attesa dei responsi dei sondaggi. Come ha ricordato Romano Prodi “.”la politica si muove secondo necessità e interessi. Ma ha anche la tendenza a dimenticare in fretta. E l’opinione pubblica ancora di più”. In condizioni normali funziona lo stesso, in quelle eccezionali no.

Nel tempo della rottamazione e poi dell’uno vale uno e della politica in streaming molti si sono illusi che in fondo fosse facile. Bastava volerlo, le cose non venivano fatte per compiacere le caste, i gufi, i professoroni e compagnia cantando.

Le cose sono naturalmente più complesse. Ci sono cose giuste da fare, ma aspettarsi miracoli è sbagliato. L’illusione che sempre torna è che a cambiare debbano essere gli altri e che si possano risolvere le cose senza sacrifici, o meglio con i sacrifici di pochi.

Ad esempio: più che giusto dire che bisogna tagliare gli sprechi e non i servizi essenziali e che con la semplificazione burocratica si andrebbe incontro alle esigenze delle imprese più che con la riduzione delle tasse. Eppure dovremmo chiederci: ma se è così semplice e così indolore perché non lo si è mai fatto? Ricordiamo il ministro alla semplificazione Calderoli organizzare un grande falò di centinaia di metri cubi di pratiche burocratiche che a suo dire sarebbero scomparse, nessuno se ne è accorto.

Il punto è che come dice Prodi la politica è fatta di necessità ed interessi. E gli interessi si manifestano, lo posso pur dire sulla base della mia passata esperienza di relatore delle leggi finanziarie. Le cose che apparivano semplici e di buon senso passando dalle parole ai fatti toccano interessi a volte diffusi, che resistono e che si fanno rappresentare.

Semplificare, semplificare! Ne sono più che convinto, in particolare la ricostruzione dopo la pandemia richiede di dare spazio alle energie vitali del paese, correndo anche qualche rischio. Però è una illusione pensare che siano tutti d’accordo quando si passa dalle parole ai fatti. Perché molte categorie professionali ed imprenditoriali vivono della complessità burocratica, di una necessaria intermediazione quando le pratiche sono complesse. Nessuno dirà di essere contro la semplificazione, ma poi, come appunto ho toccato con mano da relatore, gli interessi particolari si manifestano eccome. E sembra impossibile ma è più facile trovare moltitudini di parlamentari disponibili a farsi interpreti di questi interessi particolari piuttosto che trovare quelli disponibili a farsi carico degli interessi generali, ancorché nell’immediato impopolari.

Gli sprechi: niente di più facile, se sono sprechi vanno eliminati! Se non fosse che ciò che per me è uno spreco per altri sono dei diritti o comunque dei vantaggi concreti a cui non vuole rinunciare. Spesa sanitaria distorta, trasferimenti non legati a criteri di efficienza, gli esempi sono infiniti. E del resto se diversi commissari alla spending review hanno fatto pregevoli studi senza ottenere nulla e perché appunto per alcuni gli sprechi sono dei diritti. Lo Stato concede le sue spiagge senza gara e spesso con canoni ridicoli. Non è questo uno spreco? Eppure quando si cerca di cambiare parlamentari di tutti i partiti, senza alcuna eccezione, difendono questa prassi. Le lobbies funzionano…

Allora rinunciare? Certamente no. Solo che è sbagliata l’illusione che sia facile, che non disturbi nessuno o pochi privilegiati. È una illusione. Per questo riemerge la necessità della politica quella “arte regia” di cui parlava Platone. Un’arte molto difficile in cui servono competenze, conoscenze dei processi, capacità di combinare gli interessi con un ordine di priorità, autorevolezza…Senza questa abilità non si combina niente. Si firmano cambiali per eccitare il consenso immediato, che acquisito in questo modo è molto volatile. Avanti il prossimo, di delusione in delusione…Prima o poi ritornerà di moda la politica lungimirante e competente, a cui affidarsi sul serio. Forse la pandemia servirà anche a questo.

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