A Padova un bilancio positivo

Pubblicato il 11 gennaio 2018, da Realtà padovana

Sono passati sei mesi dalle elezioni comunali a Padova. Si può fare un primo bilancio, tenendo anche conto che il periodo iniziale poteva essere quello più difficile, visto che Sindaco, Vicesindaco e parecchi assessori non avevano avuto precedenti esperienze amministrative.

Intanto il quadro politico. Poteva essere molto più turbolento, se pensiamo alle contrapposizioni anche abbastanza aspre che avevano caratterizzato la campagna elettorale prima del ballottaggio. Molti osservatori infatti (a parte le minoranze sconfitte) immaginavano un percorso molto accidentato per la nuova giunta, con la presenza di sensibilità e posizioni differenti. Invece la Giunta ha dimostrato una soddisfacente coesione, anche di fronte a scelte difficili, su cui pesavano posizioni divaricate, come la vicenda dell’Ospedale. A differenza della giunta Bitonci, che pure era partita con una base politica molto più coesa che si è dissolta per la prepotenza autoritaria dell’allora Sindaco.

Finora la maggioranza politica ha retto bene. Il mandato di fiducia a Sindaco e Vicesindaco è stato robusto. Poi le lamentele dietro le quinte non mancano, specie nei dintorni di Coalizione Civica, per sua natura più dialettica e ideologica, però l’immagine data all’opinione pubblica è una immagine positiva. E questo conta, perché la gente è un po’ stufa di perenni divisioni, il più delle volte improduttive.

C’è un bilancio di cose portate a casa. Sarà che il Sindaco, come ha sempre sostenuto, si ritiene un uomo fortunato, sarà che vi era stato prima un lavoro preparatorio ricevuto in eredità, più dalle giunte Zanonato-Rossi che da quella Bitonci, sarà che sono giunte a maturazione procedure amministrative e scelte di governo, fatto sta che sono in apertura grandi cantieri di opere pubbliche a Padova:

  • nuovo e vecchio ospedale

  • nuova linea del tram

  • nuove sedi universitarie alla caserma Piave

  • nuovo centro congressi in Fiera

  • probabilmente nuovo auditorium per la musica in Piazza Eremitani

  • probabilmente ciclo di investimenti attivati dal Progetto Soft City della Camera di Commercio

  • probabilmente rigenerazione dell’ex macello in corso Australia: non solo un centro commerciale, ma recupero di un’opera architettonica importante, spazi per attività ricreative e culturali.

Sarebbe già un positivo bilancio di legislatura. Il tema sarà: fare bene queste cose, perché la qualità del fare conterà molto nell’eredità che lasceremo ai posteri e legarle in una visione complessiva del divenire di Padova, per mettere a fattore comune tante risorse inesplorate che possono essere moltiplicatori di buona crescita.

Fare bene senza troppe impuntature ideologiche. Ad esempio faccio fatica a capire, mentre si metterà profondamente mano all’attuale ospedale, perché lo si voglia servire con navette prevedendo il parcheggio in fiera. Il tipo di utenza dell’ospedale è di persone in notevole parte anziane, che si recano in ospedale per visite o terapie talvolta in condizioni di limitata mobilità, gente che lavora che ha poco tempo, che porta ai degenti generi di necessità, ecc. Poco attratto da un servizio di navette. Dal punto di vista del traffico o dell’inquinamento quale vantaggio ci sarebbe tra un parcheggio in Fiera (a parte i periodi in cui in Fiera ci sono manifestazioni ed il parcheggio non sarebbe utilizzabile) e un parcheggio ad immediato servizio dell’Ospedale? Nessuno. Chi potrà userà i mezzi pubblici (benissimo il tram) chi non potrà cercherà egualmente un parcheggio precario o sperando di trovare posto nel silos esistente. Il traffico più inquinante è quello parassitario di chi è alla ricerca di un parcheggio…

Ci sono le opere pubbliche e ci sono altre scelte che migliorano la città. Ad esempio è stata una scelta di autentica civiltà quella di aprire gli spazi della Biblioteca Civica anche in ore notturne. Uno spazio di aggregazione giovanile e di servizio pensando ad una città che ha tante energie giovanili, fatta anche di giovani che cercano qualcosa d’altro oltre al pur popolare rito dello spritz.

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