Silvio c’è!

Pubblicato il 6 novembre 2017, da Politica Italiana

Ci sarebbero da commentare i risultati siciliani. Ma aspettiamo i dati definitivi. Intanto facendo un po’ di zapping domenica mattina mi sono imbattuto sulla replica dell’intervista (si fa per dire) di Maurizio Costanzo a Silvio Berlusconi. Da non credere. Un viaggio all’indietro nel tempo.

Due signori a cavallo degli 80, che la televisione la conoscono bene, hanno fatto (credo per molti spettatori in modo efficiente) la replica della biografia di Silvio “una storia italiana” che nel 2001 venne spedita a tutte le famiglie italiane. Stesse foto, stesso racconto edulcorato. Come se il tempo non fosse passato, non ci fossero stati in mezzo tanti fallimenti nell’azione di governo, condanne pesanti, ecc.

L’uomo che si è fatto da sé, che fin da bambino era un genio, che contribuiva a mantenere la famiglia in ristrettezze economiche (?), il cantante sulle crociere, l’inventore delle città giardino (!), fino alla discesa in campo per salvare l’Italia, ed ora il patriarca con una famiglia felice, con tanti nipotini.

Naturalmente c’è stata una accurata rimozione di tutti i conflitti, delle vicende di varia natura che lo hanno coinvolto. Una bella storia patinata. Raccontata anche in modo rassicurante: un leader politico che con l’età ha messo da parte le asprezze di carattere e vuole solo il bene del proprio paese…

Il problema è che penso (temo) che funzioni ancora. In un paese smemorato e sfiduciato ci sono fasce di elettorato che preferiscono dimenticare ed ancora illudersi. Che davvero Berlusconi possa essere la soluzione, tra i comunisti che restano comunisti (nonostante Renzi!) e l’improvvisazione di M5S. Non funzionerà così bene come ai tempi d’oro, ma comunque l’uomo è ancora in campo, parla ad una parte del paese, nonostante l’inconsistenza di Forza Italia, si accredita (un po’ è vero, un po’ no) ancora una centralità ed una capacita di coalizione nel proprio campo politico.

Renzi insegue il populismo dei 5 stelle: attacco alle Banche, i vitalizi, l’Europa cattiva, ecc. Magari ha ragione lui. In una opinione pubblica incattivita servono anche questi argomenti. Non andare tanto per il sottile. Può darsi. Però all’opinione pubblica piace anche lo stile pacato e non ansiogeno di Gentiloni.

Non vorrei che dopo aver deluso un elettorato a sinistra adesso ci trovassimo a mettere in libertà un elettorato “moderato”, a cui questi toni non piacciono troppo. E sarebbe il colmo che ancora si rivolgessero a Berlusconi, nella nuova versione del nonno saggio. La memoria di questi tempi è corta. L’offerta politica non è un gran che. Speriamo che la Sicilia non sia la regola.

P.S. Mentre su Canale 5 si svolgeva il minuetto tra i due amiconi per fortuna la RAI ha raccontato la storia di Enzo Biagi. In occasione del decennale della morte. Un giornalista per bene, cacciato dalla RAI berlusconizzata perché non accettava di fare come Costanzo…

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