Nella pancia del Leone

Pubblicato il 14 gennaio 2015, da Questo mese ho letto

Diego Bottacin, Nella pancia del Leone, ricettario di un eretico nell’epoca del cambiamento, Marsilio 2014

 

Questo è un saggio senz’altro da leggere per prepararsi bene alla campagna elettorale per le regionali che è alle porte. Poi ci saranno i documenti che produrrà il PD, la nostra candidata, i candidati, ecc. Se questi documenti recepiranno una parte delle proposte dell’autore, che purtroppo non è più del PD, penso che sarebbe molto utile.

Il libro è una argomentata dimostrazione (con un ricchissimo apparato di dati: fatti non parole) del fallimento del governo di centrodestra in Regione Veneto, prima con la lunga stagione di Galan, poi con la legislatura di Zaia. La Regione “delle libertà” è stata in effetti una regione che ha creato una pletorica struttura burocratica. Meglio delle Regioni del Sud, certo, ma in sofferenza nel confronto con altre regioni, siamo tra il settimo od ottavo posto nella classifica nazionale delle regioni per tasso di libertà economica, dopo tanta propaganda sulle virtù del mercato. Come dice Bottacin “in una regione che pullula di mercanti la merce sempre più rara sembra essere proprio il mercato”. Con una fortissima intermediazione politica: concessioni senza gara, pletora di enti inutili, contributi a pioggia su manifestazioni insignificanti, ecc. Il che spiega poi le vergognose vicende di corruzione politica e la fine ingloriosa di chi ha guidato la Regione per quattro legislature.titolo-nella-pancia-del-leone

La Regione in cui il federalismo avrebbe dovuto essere la guida quotidiana non ha fatto nulla in questa direzione. Si è limitata a piagnucolare verso il “potere romano” ma non ha né saputo né voluto organizzare il federalismo possibile nel proprio territorio, né utilizzando le flessibilità esistenti a Costituzione vigente, né con una seria azione di decentramento dei poteri regionali, di snellimento legislativo e di riorganizzazione della troppa frammentata rete dei poteri locali. Anche qui Bottacin appoggia le sue argomentazioni persuasive a dati statistici illuminanti e incontrovertibili.

Importante è anche la parte propositiva. Idee che naturalmente fanno parte delle cose discutibili (nel senso di sottoporle a discussione e confronto) ma che hanno a mio avviso il pregio di essere facilmente comprensibili. “A dieta!” si intitola il secondo capitolo, perché secondo Bottacin occorre dimagrire per tornare a correre, come deve fare un territorio come il Veneto. Il capitolo contiene concreti suggerimenti per snellire la macchina della regione, riorganizzare il sistema delle autonomie e delle partecipazioni pubbliche, disboscare il sistema degli enti intermedi, ecc. perché solo per questa via si può arrivare ad una ragionata diminuzione della pressione fiscale, particolarmente sui fattori che producono innovazione economica.

Infine cinque idee per il Veneto: un serio impianto di tipo metropolitano, una radicale aggregazione dei Comuni: giustamente Bottacin osserva che il progetto di una riorganizzazione dal basso, sostenuta da timidi incentivi, non ha prodotto risultati apprezzabili. Per questo occorre intervenire dall’alto. Bottacin propone di rendere obbligatoria la gestione associata di tutte le funzioni comunali con un bacino di popolazione non inferiore a 100.000 abitanti. In questo modo osserva l’autore “il Veneto continuerà ad avere 500 comuni ma solo 50 saranno le città, le stazioni appaltanti, i piani regolatori, i corpi di polizia locale.” Altre tre ricette: una sola Azienda ospedaliera, medici di base dipendenti e via il sistema dei ticket, un grande politecnico per una università competitiva a livello globale.

Come si vede sono idee anche provocatorie ma indicano un comprensibile cambiamento, in una direzione chiara. Al di là del merito delle singole proposte resto convinto che il programma del PD per le regionali dovrebbe avere questa caratteristica: non una enciclopedia descrittiva  con molti “ma anche” delle problematiche regionali ma pochi esempi penetranti e fortemente discontinui di come il PD intenderebbe governare il Veneto.

P.s.: Diego Bottacin era un consigliere regionale del PD. Guerre e gelosie locali e qualche suo errore lo hanno spinto fuori. Non mi sembra che il PD abbia fatto un grande affare, e questo libro lo dimostra. Perché di gente capace di pensare c’è sempre bisogno.

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1 commento

  1. luca
    14 gennaio 2015

    Comprerò il libro . Conoscendo Diego e conoscendo te non dubito che siano delle ottime idee


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