Il grande imbroglio

Pubblicato il 10 agosto 2018, da Politica Italiana

Non c’è da meravigliarsi che avvicinandosi alla preparazione della legge di stabilità emergano le ipotesi più disparate. Accadeva anche con i nostri governi. Il governo del cambiamento non cambia. Usa solo parole violente e offese agli avversari per nascondere la verità.
Quindi bisognerà vedere alla fine i contenuti concreti della legge di stabilità. Intanto i giudizi si possono dare. Per il discorso pubblico che si fa, per le difficoltà a decidere che emergono, con la dimostrazione che il proclamato contratto era veramente un grande imbroglio: parole equivoche per nascondere le opinioni diverse. E poi una idea proprietaria dello stato, sia con la spartizione di nomine senza riguardi per il merito è la qualità dei dirigenti, senza riguardo per gli interessi generali.
La vicenda del l’annullamento del bando periferie è sintomatica. Non c’entra nulla che con la norma che ha annullato il bando si siano introdotte norme positive per i comuni sull’uso degli avanzi di amministrazione. Qui è in gioco la credibilità e l’affidabilità dello stato. C’è stato un bando competitivo, i comuni hanno predisposto gli atti, hanno partecipato e il Governo Gentiloni (lo Stato) ha approvato i progetti, ha sottoscritto convenzioni con i comuni. I comuni hanno progettato, bandito gare, presi impegni, costruiti i bilanci su presupposti per legge certi. Emerge appunto questa idea proprietaria: il potere senza limiti, senza considerazione dei doveri e degli impegni. Il potere piegato alla propaganda quotidiana.
Non sarà vero che si pensi di abolire il bonus degli ottanta euro per finanziare la flat tax? Anche qui vedremo, penso e spero che vi rinuncino se non altro perché sono milioni di cittadini che godono di questa agevolazione. Sarebbe da migliorare, non da eliminare…certo è, qualche approfondimento l’ho fatto di persona, che se ne è parlato negli incontri di maggioranza senza immediate obiezioni. Penso sia troppo anche per questa sgangherata maggioranza: togliere ai redditi più bassi per finanziare le agevolazioni fiscali per i più ricchi. Cambieranno il nome, non più bonus Renzi ma bonus Di Maio. Così come il propagandato reddito di cittadinanza si ridurrà a un miglioramento ( e sarebbe positivo, anche se dovrebbero riconoscere che era già previsto) di ciò che già aveva fatto il governo Gentiloni.
Idea proprietaria del Governo: nelle nomine, con una Rai che resta senza il Presidente per un puntiglio di Salvini ( bisogna capirlo, il figlio del non presidente lavora con lui…), perfino nelle piccole cose. Il ministro di Maio pretende per la scorta i carabinieri di Pomigliano d’Arco obbligando i vertici del ministero degli interni a sovvertire le regole esistenti: una infantile pretesa, per chi ha il potere le regole non devono esistere. Ma non erano quelli che pensavano che le scorte dovessero essere abolite?
Vedremo sulle infrastrutture. Inutile piangere sul disastro di Bologna, sulla necessità di più controlli, con il diluvio di parole inutili che succedono sempre alle tragedie. Se fermi la Tav decidi che sempre più merci viaggeranno su strada, che non si libereranno i corridoi ferroviari esistenti per le merci. Succederà che una parte dei traffici starà al nord delle Alpi e decidi di accettare il rischio di sempre nuovi incidenti stradali. Mettere a presiedere la commissione annunciata da Toninelli un professore da sempre contrarissimo alla Torino Lione vuol dire avere già deciso. E del resto M5s ha sempre appoggiato i no tav. Il problema è della Lega, non loro.
Idem per il Tap. Infrastruttura essenziale per la sicurezza energetica del paese. Non vogliamo le centrali nucleari, non vogliamo i rigassificatori, abbiamo capito che le fonti rinnovabili (enormemente aumentate sotto i governi di centrosinistra con intelligenti politiche, anche se non sono mancate speculazioni da parte di malfattori) sono importanti ma da sole non bastano. Non faremo il gasdotto? Renderemo il paese energeticamente insicuro, appeso al gasdotto controllato da Putin.E non è escluso che questo governo sovranista voglia compiacere gli interessi russi piuttosto di quelli del popolo italiano. Certo saranno contenti i paesi a nord delle Alpi, Germania in testa che vedranno valorizzati i loro investimenti.
Questi sono i fatti. I tifosi non li vogliono vedere e pensano di cavarsela con le offese a chi li mette in luce. Ma come è noto i fatti hanno una loro ostinazione e non si sconfiggono con le parole propagandistiche

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