Altro che Stati generali (o generici)

Pubblicato il 7 giugno 2020, da Politica Italiana

Guardiamo in faccia la situazione.

C’è un pesantissimo calo nella produzione di ricchezza. Non solo in Italia naturalmente. Però noi siamo più colpiti e per un paese esportatore è un doppio problema il dato negativo del proprio pil ed il calo generalizzato dell’economia mondiale.

Le conseguenze sociali per il momento sono attenuate dall’ingente intervento dello stato, con ammortizzatori sociali per tutti (in parte non ancora arrivati) e blocco dei licenziamenti. Le conseguenze sono molto differenziate. Per il pubblico e pensionati tutti hanno regolarmente gli stipendi anche senza lavoro. Magari degli straordinari in meno ma con un risparmio nelle spese, ad esempio di trasporto. Ci sono settori del manifatturiero e del commercio (alimentari) che hanno continuato a produrre i beni essenziali, anche con un incremento nei settori legati al medicale. Ci sono settori con un fermo totale, dal turismo ad altri servizi ed una complicata prospettiva di ripresa.

L’autunno sarà difficilissimo, perché gli ammortizzatori sociali non potranno durare all’infinito, un numero considerevole di attività già marginali prima del covid potrebbero non reggere, la perdita di posti di lavoro può portare a gravi conflitti sociali, a rancori e disperazioni di cui si hanno già alcuni sintomi

Con l’aiuto dell’Europa è tuttavia disponibile un flusso di denaro enorme, mai conosciuto prima d’ora, per sostenere le attività private e investimenti pubblici.

Il problema è: dov’è la politica, così necessaria di fronte a questi profondi rivolgimenti di equità sociale (chi ha sofferto molto e chi non ha sofferto per nulla, chi ha prospettive positive e chi non ce l’ha), di geopolitica, di modalità di produzione? Sotto questo profilo il governo fatica molto. Perché c’è una base parlamentare fragile senza una visione condivisa del paese. In particolare il Movimento 5 stelle, cresciuto impetuosamente su elementi populisti e contradditori, con una classe politica emersa con pochi colpi di clic e molto opportunismo personale, fatica a reggere di fronte alle responsabilità.

Però non si può governare inventando ogni volta espedienti: commissioni di esperti, Stati generali del nulla, ecc. Si governa se c’è una maggioranza politica in grado di gestire questa drammatica contingenza. Con innovazione coraggiosa.

Ci saranno tanti soldi da gestire, ne saremo capaci? E’ surreale il dibattito sull’accesso ai fondi Mes. Ideologia pura, opportunismo per battaglie politiche dentro il M5s. Sono soldi ad un tasso di interesse dieci volte inferiore a quello che spuntiamo con i nostri titoli di stato, che pure sono stati per fortuna molto graditi. Di cosa si sta parlando? Indebitarsi ad un costo dieci volte superiore? Tanto ci penseranno i nostri figli? Non c’entra niente la Grecia, è tutta un’altra cosa tuttavia è giusto che se si impiegano soldi di tutti si garantiscano efficienza, progetto, capacità di impiego corretto.

Ci sono le procedure. Occorre puntare non solo su grandi opere simboliche o strategiche che siano, ma su migliaia di cantieri diffusi. Con le procedure in essere, aggravate dallo specioso codice degli appalti, non partirà niente. I ladri rubano lo stesso, gli onesti non riescono a fare. Se la politica resta prigioniera delle angustie della burocrazia, intimidita dalla magistratura militante, spaventata dalle responsabilità non si riuscirà a spendere i soldi disponibili e a sostenere un circolo virtuoso di rilancio dell’economia e di modernizzazione del paese.

Non si può affrontare questo difficile passaggio epocale senza uno spirito rivoluzionario. Non quello semplicistico vagheggiato dai cinque stelle nella fase di successo (aprire il parlamento come una scatoletta di tonno) e neppure quello semplicistico della rottamazione renziana. Quello che è capace di produrre significative discontinuità. Ha detto Romano Prodi nei giorni scorsi: “io parlavo ai miei tempi della politica del cacciavite, degli aggiustamenti progressivi. Ma questi sono i tempi dell’ascia” Detto da lui…

Ci sarebbero risorse in sé inesauribili: sono queste costituite dal capitale umano di una nazione, dall’insieme di energie, competenze, visioni di futuro che danno forza ad una comunità. Non si suscitano con improbabili stati generali. Serve capacità di guida, esempi virtuosi, rottura con comportamenti inadeguati. Non è mica facile. Ma la sfida è questa. E qui dovremmo venire al ruolo del PD. Ma ne parleremo un’altra volta.

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • RSS
  • Google Plus
  • Pinterest
  • Add to favorites
  • Print
  • Email

2 commenti

  1. Naila Fagotti
    8 giugno 2020

    Salve. Ohi esiste,un know how mondiale. Se noi non siamo capaci di progettare. Facciacciamocelo farenda un altro Paese. Non posso credere che in Parlamento e al Governo non ci sia la capacita di sapere quello che serve al Paese. Paradossalmente la gente comune lo sa.
    Scuola d’avanguardia. Eccellenza sanitaria pubblica e diffusa, sostegni qualificatialle famiglie con problemi, Infrastrutture per i cittadini e le imprese, progetti green, proiezioni su evoluzione del lavoro, tanto per fare degli esempi. Controlli, perché nessun organismo funziona senza un sistema di controlli. Prigione sicura a chi sbaglia.


  2. Naila Fagotti
    8 giugno 2020

    Chiedo scusa per gli errori di battitura. Non ho ricontrollato il testo.


Scrivi un commento

Dove uomini o partiti non hanno idee o per idee si spacciano affocamenti di piccole passioni, urti di piccolo interessi, barbagli di piccoli vantaggi, dove si baratta per genio l’abilità e per abilità qualcosa di peggio — Giosuè Carducci




 Flickr Photos